Monti vuole salvare l’Euro, non gli interessa per niente salvare né l’Italia né tantomeno gli Italiani

domenica, dicembre 23, 2012

 

L’agenda Monti al centro di tutti i programmi di qualsiasi governo futuro. Ne sa qualcosa Bersani, che ora ironia della sorte, dovrà inventare altre cialtronate da buttare contro Monti mentre l’agenda magica è il suo riferimento di programma. La vita è proprio buffa, non c’è che dire.

Ne sanno qualcosa tutti i parlamentari che si apprestavano a sparire, pronti a salire sul carro del nuovo vincitore; il nuovo (si fa per dire) leader Mario Monti investito dalle elites finanziare europee. Con tanto di benedizione della Merkel e del sistema bancario. Una vera e propria ovazione, ma qual è il merito di tanto successo verrebbe da chiedersi?

Vediamo nel dettaglio le priorità del governo Monti appena andato a casa e facciamo un veloce bilancio.

1- Ridurre il debito pubblico: obiettivo mancato in pieno, il debito è aumentato ad oltre 2000 miliardi in pochi mesi di governo. Il tutto a fronte di nuove tasse che hanno impoverito la classe media e fatto fallire migliaia di aziende. La tassazione effettiva sfiora il 70%, i cittadini sono alla canna del gas. Il sistema bancario applaude: più debito, più interessi sul debito pubblico. Ovvero più grana per i parassiti che vorrebbero tutto il globo per sé, i famosi rentiers che odiano gli stati e stanno facendo di tutti per affossarli. Ma questo è un altro discorso, ci basta sapere che noi siamo il loro problema, come Thomas Robert Malthus insegnava.

2- Riforme del welfare e sistema previdenziale: obiettivo centrato in pieno, andremo tutti in pensione con 42 anni di contributi con una pensione da fame. Volendo anche pensare al ridimensionamento dell’articolo 18 è un altro bel regalo per impostare una politica di riduzione delle persone a non-soggetti-giuridici. Persone senza più dei diritti, ma semplici merci del mercato globale.

3- Stabilizzazione dei precari: obiettivo raggiunto… ma al contrario! Una vera e propria bufala mediatica e di conseguenza chi è precario ora lo sarà ancora di più. Chi è disoccupato ora lo sarà ancora di più. Chi è disperato ora lo sarà ancora di più. Ma perché, ne dubitavate?

4- Spending review: obiettivo centrato, con finta a destra. Cioè tagliata sanità ed istruzione, gonfiati l’esercito e gli armamenti. Per non parlare dei veri sprechi: la casta ne esce rafforzata con una legge ad hoc: non si toglie un parlamentare o un senatore, vitalizi per tutti ed infine una bella legge elettorale per escludere i nuovi partiti e far tornare tanti bei politici ammuffiti e riciclati; le vecchie volpi della politica italiana riempiranno il parlamento. I nostri soldi regalati agli amici e agli amici degli amici. Vi sembra poco?

Non serve una laurea alla Bocconi per capire che Monti vuole portare le persone a lavorare per 10 euro al giorno e i vecchi a chiedere le elemosine con il cappello in mano. Né serve una laurea in economia per capire che il progetto di Monti non è quello di salvare l’Italia, vuole solo salvare l’Euro. Un tecnocrate al servizio del progetto dei vari Monnet, Dellors, Friedrich Von Hayek e tutti i fautori di questo colpo di stato finanziario delle elites economiche.

Tornando all’inizio, se ci chiediamo cosa ha fatto Monti per meritarsi questo consenso la risposta potrebbe essere questa. Il suo governo non si è inventato nulla. È stato solo un esecutore più efficace, rispetto ai governi che lo hanno preceduto negli ultimi vent’anni, dei dogmi del neoliberismo. E’ la semplice attuazione di un progetto deciso a tavolino. Se questo è stato il suo merito, ecco la misura di quanto sia sceso in basso il livello dell’azione della politica istituzionale: una sterile esecuzione di un credo economico-politico, quale quello neoliberista, compatibile, ovviamente, solo con gli interessi di chi detiene la stragrande maggioranza delle ricchezze.

E così, mentre c’è chi in Italia e in Europa si spella le mani per applaudire Monti e l’operato del suo governo, sul campo rimangono le rovine della violenza sorda e indifferente di questo operato: servizi pubblici senza più risorse, giovani senza più futuro, precari senza più un contratto, senza contare tutti coloro che non hanno più un lavoro e tutti i pensionati che ogni giorno vivono la tentazione di rubare qualcosa dai banchi dei supermercati.

Non c’è bisogno di essere degli studiosi di economia per capire il fallimento di Monti e di chi lo ha sostenuto. Basta guardarsi intorno per capire che l’unica via di uscita è un’azione precisa e puntuale, sia a livello locale che internazionale, di smontaggio, pezzo per pezzo, di questo fondamentalismo neoliberista che, come tutti i fondamentalismi, ha completamente perso il contatto con la realtà e produce soltanto soluzioni deliranti e distruttive.

Questa dovrebbe essere la direzione, il senso di marcia di chi oggi si definisce progressista, sostituendo con un progetto che sia diametralmente opposto a quello delineato da quella “agenda Monti” che, oggi come oggi, sarebbe portata avanti anche senza Monti al governo, anche da un qualsiasi governo retto dalle attuali forze di centrosinistra, che tutto hanno dimostrato in questi anni, tranne che essere realmente progressiste. L’unica azione che possiamo prendere in considerazione è quella di “smontare” Monti. Non ci serve né lui, né tanto meno la sua delirante agenda di fondamentalismi neoliberisti.

4 Comments

    Lascia un commento

    *

    Pingbacks & Trackbacks

    1. Deconstructing Mario « MenteCritica - Pingback on 2012/12/29
    2. Deconstructing Mario | Informare per Resistere - Pingback on 2012/12/29
    3. Elezioni precoci | Informare per Resistere - Pingback on 2013/01/06
    4. Elezioni precoci « MenteCritica - Pingback on 2013/01/07