30 Novembre 2021
Accademia di Platone

appunti della prima lezione sulla storia della manipolazione delle folle del prof. Gustavo del B. del 25.07.2050

Cari amici sono passati 10 anni da quando abbiamo iniziato a scrivere (in maniera discontinua) su questo blog. Oramai è passato un anno dall’ultima pubblicazione, è stato un periodo intenso di studio ed analisi della situazione attuale e di varie discipline utili a comprenderla e ad interagire positivamente con essa.

Apriamo questa nuova sezione dedicata alle lezioni del professor Gustavo del B. dell’Università di A*** che dal 2050 ci manda gli appunti che i suoi studenti hanno raccolto dalle sue innumerevoli lezioni, che pubblicheremo divise in brevi post.

Essendo appunti, sono scritti in una forma poco curata, che si sposa bene con una certa necessità di fare arrivare gli appunti in breve tempo senza troppe revisioni, esattamente come sono normalmente gli appunti appunto senza revisioni. 😀


Gustavo del B.: Nelle lezioni precedenti abbiamo parlato di come ad inizio del XX secolo ci fu una produzione di diversi testi su come manipolare la folle a cui si sono ispirate le classi dirigenti per “governare”. Siamo usciti da pochi anni da un lungo periodo dove il potere era molto concentrato e questo rendeva più agevole qualsiasi arte manipolatoria.

Nella lezione di oggi, invece ci concentreremo su di un periodo circoscritto, diciamo conclusivo, della “nuova restaurazione” che ebbe inizio verso gli anni 80 del XX secolo e si concluse intorno al secondo decennio del XXI secolo.

Come è noto qualsiasi sistema sociale e culturale nel periodo di decadenza finale e di perdita di forza dei propri valori, opera la massima forza di autoconservazione, sfoderando tutte le ultime armi a propria disposizione. Di solito in questa scomposta fase finale la violenza del sistema viene registrata dalla popolazione come insopportabile ed odiosa. In questa fase c’è un decadimento del sistema di credenze precedenti, ogni giro di vite autoritario non fa che accelerare il processo di dissoluzione di quella cultura e di quel sistema sociale.

Era il Luglio del 2021 , circa 29 anni fa quando dopo un periodo di un anno e mezzo di vessazione economica verso le pmi, i lavoratori autonomi e non, di terrorismo psicologico continuo, le classi dirigenti credevano di perdurare stabilmente al potere e credettero di poter procedere oltre ogni limite di sopportazione. Fu indubbiamente un errore grossolano di calcolo.

In quel periodo la narrazione ufficiale aveva sbandierato che tutto quello che faceva lo portava avanti, suo malgrado, per il bene del popolo; era una retorica utilizzata per motivare tutte le scelte che prendeva ed attuava. In questo contesto, come quello delle guerre convenzionali, la suggestione ovviamente era ai massimi livelli.

Dopo aver imposto tutte queste politiche economiche, sociali, mediatiche e di altro tipo, che avevano già distrutto una sostanziosa parte del tessuto economico , sociale e mentale, vollero fare un nuovo salto di autorità.

Stavano misurando giornalmente da centinaia di giorni ipnoticamente e paranoicamente il numero di contagiati, ovvero quelli che risultavano positivi al cosiddetto PCR ( in una prossima lezione entreremo nel merito di quanto si era abbandonato il rigore scientifico) e come l’estate precedente caricavano emotivamente il numero di positivi al PCR con la stessa carica negativa che avevano attribuito ai morti ed ai malati gravi, a quel punto nonostante le percentuali di vaccinati fossero soddisfacenti, il rapporto contagiati e morti era praticamente nullo… Crearono il cosiddetto “GREEN PASS” (ndr: che chiameremo GP d’ora in poi).

Studente: Il GP era finalmente una certificazione per le aziende che non distruggevano il suolo, le acque e l’area e l’equilibrio elettro-magnetico dell’eco-sistema?

Voglio dire, lezioni fa ci ha raccontato della grande mobilitazione “Friday for Future” sul tema ecologico di qualche anno prima e quindi immaginavo che avessero ripreso quel tema che sarebbe stato molto popolare per ottenere largo consenso.

prof Gustavo del B.: Si lo so c’era un salto logico importante nella narrazione che stavano facendo, ma come sapete le facoltà cognitive si restringono più si mette la coscienza delle persone in uno stato di “coscienza emozionata” , l’energia dal centro intellettuale viene risucchiata verso il “centro emotivo” e le “performance” intellettive crollano brutalmente, bastano pochi sillogismi che paiono logici per confondere le masse in uno stato alterato di coscienza, come una folla in preda al panico in una piazza. O se vogliamo dirla in una forma più morbida è come la tecnica del venditore che cerca di farti firmare il contratto per acquistare qualcosa di molto costoso di cui non avevi bisogno… Ma sulla scia del momento “ti incastra” e tu firmi..

Studente: Si questo meccanismo lo abbiamo studiato anche in altri corsi, lo conosciamo, ma che interesse avevano le classi dominanti a fare questo salto logico? Mi piacerebbe anche analizzarlo nel dettaglio questo salto logico.

prof Gustavo del B.: Allora partiamo dall’analisi del salto logico. Già si era parlato qualche mese prima del GP, ancora prima di iniziare una campagna vaccinale “efficiente” e si era anticipato che il GP rimaneva valido se non erano passati più di 9 mesi dalla vaccinazione o dall’essere stato non più positivo al virus in questione. Quindi la vaccinazione aveva un tempo di copertura simile ai vaccini delle altre influenze, la narrazione in effetti era che ci sarebbero state altre influenze pandemiche , anche se ovviamente descrivendola come “aliena” rispetto altre influenze, qualcosa di sconosciuto, ecc.. era difficile declassarla al rango di influenza stagionale. Quindi si lasciava il “non detto” che ognuno riempe con le proprie fantasie, che in un periodo di grande bombardamento mediatico paranoico… si sa che le fantasie divengono di tipo paranoico.

Tornando a descrivere il GP in se stesso, senza di esso non si sarebbe potuto , come scrivevano allora i giornali online “partecipare a spettacoli, eventi sportivi, concerti, feste, […] impianti, palazzetti, locali, festival o arene all’aperto, ricevimenti di matrimonio o di altre cerimonie civili e religiose”

Studente: Ma prof qui stiamo parlando di un salto indietro nello stato di diritto di circa 200-300 anni, tra l’altro non me lo avevano raccontato i miei genitori.

prof Gustavo del B.: E’ stato un periodo particolarmente vergognoso della nostra storia, non tutti quelli che lo hanno vissuto se la sentano di raccontarlo, e probabilmente i vostri genitori erano molto giovani allora ed avevano una certa vergogna di quello che avevano in parte avallato le generazioni precedenti.

Dalla propaganda sia il vaccino che le mascherine erano state associate ad un atteggiamento di rispetto verso agli anziani e verso le fasce più a rischio, per evitare la circolazione di virus, per cui se anche una persona oggettivamente non aveva rischi nel contrarre virus o semplicemente voleva assumersi il rischio per se, sarebbe stato additato di egoismo verso gli altri , non usando mascherina o vaccino. Senza entrare nel merito di questa manipolazione emotiva, torniamo al salto logico.

Con l’uso del GP che voleva dire vaccinazione o essere immuni “naturalmente” dal virus o tampone recente, in tutti i casi non si aveva la certezza in se che uno non avesse il virus in quel momento. La mascherina bloccava ( ovviamente non al 100%) la possibilità di contagio. Inoltre l’accesso alle palestre ed altri luoghi al chiuso era subordinato alla verifica della temperatura ed in alcuni casi nel caso delle palestre ad un’autocertificazione, per cui possiamo affermare che il GP non era più efficace nel fermare il contagio , di quanto non lo fosse la mascherina, al netto delle altre precauzioni contemporanee, ma ad un certo punto decisero che la mascherina non contava più nulla e quello che contava era il GP.

E’ un salto logico arbitrario, rispetto al quale ovviamente, come sempre, si può immaginare molti distinguo ma sostanzialmente nessuna base scientifica verificata che misurasse questa impareggiabile superiorità del GP rispetto alla mascherina, tale per cui creare un’Apartheid. Premesso che per non vergognarsi nell’ ipotizzare un’ Apartheid bisognava già vivere in un sistema abituato alla violenza strisciante (e non solo).

Studente: Si in effetti ci è voluto un vuoto di ragione per giustificare che non contava nulla avere la mascherina rispetto a fare un tampone od ad avere un qualche grado di immunità che non evitava di contagiare gli altri.

prof Gustavo del B.: Ma veniamo all’altra parte della strategia comunicativa adottata. Nell’annunciare l’imminente operatività del GP si era omesso di ricordare che andava rinnovato allo scadere dei 9 mesi della vaccinazione. A livello comunicativo era fondamentale in quella fase iniziale non fare mettere a fuoco che esso riguardava anche quella larga maggioranza di vaccinati a cui dopo pochi mesi sarebbe scaduta la validità del GP e quindi sarebbero diventati tra coloro che subivano le restrizioni del GP, in pratica era una norma che avrebbe forzato tutta la popolazione e non riguardava solo quelli che ancora non si erano vaccinati.

studente: Be è una vecchia tecnica […]


Nel prossimo post pubblicheremo un’altra parte degli appunti relativi a questa lezione. ( ndr)

One thought on “appunti della prima lezione sulla storia della manipolazione delle folle del prof. Gustavo del B. del 25.07.2050

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