Una fiaba per bambini: il mercato ha sempre ragione

domenica, luglio 15, 2012

In un regno fantastico, tanti tanti anni fa...

Tanto, ma tanto tempo fa, in  un reame confuso e pieno di problemi c’era un Re cattivo e pieno di soldi: tanti, tanti, tanti soldi.
I sudditi del reame vivevano onestamente del loro lavoro: chi fabbro, chi vasaio, chi ciabattino ecc.

Un bel giorno arrivarono dei sacerdoti, li chiamavano i sacerdoti del denaro, che dicevano di portare l’unica verità. Spiegarono ai sudditi: “Non siete ricchi perché non conoscete i segreti dell’economia. Dovete ascoltare il mercato, perché il mercato ha sempre ragione!”
Allora i sudditi tesero le orecchie per cercare di sentire il mercato. Ma non udirono nulla, solo il vento che muoveva le foglie, il suono degli uccelletti e lo scorrere della vita. Ma il mercato, quello no, non produceva alcun suono.

Il giorno stesso i sacerdoti tornarono e ripresero: “Non avete ascoltato i mercati. Per questo, da oggi le vostre case varranno la metà del loro valore attuale”.
Intanto, si diceva che il Re stava facendo affari d’oro comprando tante case ad un prezzo stracciato.
“Ma come è possibile? – si chiesero i sudditi del reame. – Se non abbiamo sentito niente come possiamo fare quello che dice il mercato? Il mercato non ha suono!”. Allora molti si rattristarono e si sforzarono in tutte le maniere di ascoltare quella misteriosa voce.

L’indomani tornarono ancora i sacerdoti e li minacciarono: “Il mercato dice che, se non venderete i vostri terreni, non guadagnerete nemmeno la metà del loro valore. Li dovete vendere tutti e adesso al miglior offerente! Ricordate che il mercato ha sempre ragione!”
Casualmente passava di lì il Re che, a prezzi stracciati, comprò tutti i terreni, compresi quelli degli ostinati che non si erano piegati subito. Il giorno dopo, per due spiccioli si prese infatti anche le loro terre…
Giunto il terzo giorno, i sacerdoti sentenziarono:  “Tutte le merci da oggi costano il doppio perché così tutti incamereranno più soldi e diventeranno più ricchi. Lo dice il mercato, il mercato lo vuole!”
Allora il Re, che aveva tanti tanti soldi e la quasi totalità dei possedimenti, iniziò a scambiare merci con affitti altissimi, finché non fu pieno di roba che vendeva a ai sudditi a prezzi da strozzino.

I sudditi divennero poverissimi, morivano letteralmente di fame, non possedevano più niente e non avevano niente da scambiare. Invece il Re cattivo aveva tutto: i soldi, l’oro, la quasi totalità delle proprietà immobiliari e terriere, la quasi totalità delle merci. I sacerdoti del denaro dissero ai sudditi “E’ giusto, perché non avete ascoltato il mercato e lui vi ha punito!”

Una mattina, però, un suddito sognò un cavaliere che, da lontano, gli portava un grande messaggio. Il suddito si svegliò di soprassalto e capì una grande verità: il mercato esisteva, ed era collegato al Re. Per questo il mercato aveva sempre ragione, perché alcune persone che potevano comandarlo a proprio piacimento per ridurre i sudditi come lui in schiavitù, mentre i sacerdoti del denaro erano solo dei bugiardi alle dipendenze del Re…
Altro che (dio) mercato, erano stati gabbati ben bene!

Adesso vi dico la morale della favole. Sostituite le parole in ordine: reame con Italia, Re con finanza internazionale, sacerdoti del denaro con neoliberisti&capitalisti, sudditi con cittadini. Vi dice niente questa fiaba per bambini?

Non ci sarà più progresso se non sarà per tutti.

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