Posts by Roberto Innocenti

Non è una conferenza, è un incontro di studio intorno ad un tavolo per un numero limitato di persone ( dato lo spazio).

Questo momento e’ dedicato a persone che sanno che è insostenibile la situazione economica,sociale e politica europea e di conseguenza anche italiana e vorrebbero capire veramente cosa potrebbe succedere e cosa poter fare di costruttivo per voltare pagina.

Foto di Diego Delso https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=8325741

L’euro, con la BCE e le sue regole che strangolano gli stati e distruggono le social-democrazie, ha provocato il declino dell’economia italiana, la disoccupazione, l’emigrazione dei giovani e l’aumento della povertà; ci ha obbligato a sottoporre le nostre Leggi di Bilancio al vaglio della Commissione Europea, trasformando il governo italiano in una semplice “autorità locale” e il nostro paese in una colonia.

Visto che le popolazioni europee, che patiscono la nostra stessa condizione, non potranno sopportare ancora per molto tempo tutto questo, possiamo concludere che l’istituzione “moneta unica europea”, chiamata “euro”, avrà vita breve.

Liberarsi dalle tirannie è sicuramente un fatto positivo. Certamente questa liberazione, poiché implicherà una sorte di scontro tra le oligarchie finanziarie e la popolazione, non sarà indolore; ma neppure sarà drammatica come le stesse oligarchie ci raccontano. Per questo è importante considerare insieme alcuni scenari possibili, andando al di là degli allarmismi e della manipolazione mediatica che circondano l’ipotesi della fine dell’euro.

La bibliografia e le fonti per la preparazione di questo momento di studio sono “L’Italia può farcela” ed il “Tramonto dell’Euro” di Alberto Bagnai, blog di Gennaro Zezza , Conferenze di Antonio Galloni ( pagina, conferenze), L’Eurocidio con prefazione di Antonio Galloni , blog di Luciano Barra Caracciolo ed altri.

5 aprile ore 18.30
Presso il Locale Umanista di Via Accademia,53 – MM Lambrate – Milano

Ecco la grande verità universale: il denaro è tutto. Il denaro è governo, è legge, è potere. E’, nel fondo, sopravvivenza. Ma è anche l’Arte,  la Filosofia, la Religione. Niente si fa senza denaro; niente si può senza denaro. Non ci sono rapporti personali senza denaro. Non c’è intimità senza denaro, e perfino una serena solitudine dipende dal denaro.
Ma il rapporto con questa “verità universale” è contraddittorio. La grande maggioranza della gente non vuole questo stato di cose. Ci troviamo allora di fronte alla tirannia del denaro. Una tirannia che non è astratta perché ha un nome, rappresentanti, esecutori e modi di procedere ben definiti.

estratto del capitolo “Il Grande Capitale” nella sezione “Sesta Lettera ai miei Amici” del libro “Lettere ai Miei Amici” di Silo (1993)

Tutta la nostra vita e la vita di miliardi di persone è pesantemente condizionata dal Denaro, ci raccontano la favola che non c’è ne abbastanza per avere sanità ed educazione di massimo livello e per tutti,una dignitosa casa, tempo libero, viaggiare, imparare ed altro, ovviamente è un’illusione…

Se continuiamo ad accettare come inconvertibile questa disuguaglianza crescente tra chi possiede immense ricchezze, risorse, proprietà e potere e chi come noi ha un futuro incerto anche solo per vivere dignitosamente, significa che evidentemente ancora il Denaro è un oggetto per noi imponderabile ed incomprensibile, un oggetto quasi magico, è arrivato il momento di osservarlo più da vicino….

  • Vedremo che cosa è stato il denaro nel corso della storia e metteremo in luce che cosa è diventato oggi e da chi dipende.
  • Rifletteremo sulle istituzioni che gestiscono la moneta e sul fondamentale ruolo che le democrazie dovrebbero avere in tale gestione.
  • Rifletteremo su che cosa dovrebbe diventare il denaro, per essere di aiuto a tutta la società.

Il Denaro come Bene Pubblico mer. 22.03 ore 18.30

Eventbrite - Il Denaro come Bene Pubblico

 Via Accademia,53 – MM Lambrate – Milano

La bibliografia per questo incontro si basa sul libro “Oltre il Capitalismo Economia Mista” di Guillermo Sullings con elementi di base presi anche da libro   l‘Enigma della Moneta di Massimo Amato, ed altri documenti.

Questo incontro è il primo di 8 incontri quindicinali organizzati il mercoledì alle ore 18.30 in Via Accademia,53 che ci guidano verso i passi che crediamo siano necessari per accompagnare la nascita di un nuovo mondo.

In un mondo che per la prima volta è completamente interconnesso, stiamo vivendo la crisi di un’intera civiltà. Ci troviamo a un crocevia storico e, mentre tutto sembra precipitare, avanza nelle persone, ma soprattutto nelle ultime generazioni, una nuova sensibilità, che riconosce l’importanza di trattare gli altri come si vorrebbe essere trattati e afferma che non ci sarà vero progresso se non sarà di tutti e per tutti. Ci sono le condizioni per la nascita di un mondo nuovo, della Nazione Umana Universale. La sua  realizzazione dipenderà dalle scelte che faranno gli esseri umani di oggi.

Verso una Nazione Umana Universale -Calendario Appuntamenti

Ecco il video dell’incontro informativo del 15 Novembre organizzato a Milano in cui abbiamo condiviso la nostra analisi relativa alla Revisione Costituzionale da cui sono scaturite le chiare ed evidenti Ragioni del NO.
Oltre che la visione del video suggerisco la lettura sia del post che dei riferimenti in esso contenuto per studiare la Revisione, tutti possiamo capirne l’impatto se dedichiamo un po’ di tempo allo studio del tema,
se abbiamo di meglio di fare che scegliere in quali condizioni vogliamo vivere,
allora non lamentiamoci delle nefaste conseguenze…

La Revisione della Costituzione chi ce lo chiede?

La modifica della Costituzione ce lo chiede io ministro tedesco Schlaube, quello che ha schiacciato al Grecia con lo stesso tono “riformista” con cui chiede di votare SI al referendun, ce lo chiede l’ambasciatore americano, la banca d’affari jp morgan.

Con la revisione costituzionale proposta si rende illeggibile in molte parti la nuova costituzione. La nostra costituzione fù invece redatta con periodi brevi comprensibili e senza rimandi ad altre norme.

I confini delle competenze di Stato e Regioni e Comuni grazie alle modifiche dell’Articolo 70 , si renderebbero molto più incerti e complicherebbe il rapporto tra Stato, Regioni e Comuni, e distruggendo di fatto l’autonomia dei livelli amministravi più decentrati.

Dall’articolo 70 al 73 e 77,relativi alla formazione delle leggi, sono diventati articoli prolissi, confusi, pieni di rimandi.

Da questo testo di analisi ufficiale pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n°88 del 15 aprile 2016 che confronta la Costituzione prima e dopo la cura, risulta evidente il grave impatto di questa invasiva metamorfosi costituzionale che impatta su 47 articoli della costituzione sul totale di 139.

Dal 1948 ad oggi ci sono state 16 leggi costituzionali , 3 tra il 1963 ed il 1989, 4 dal 1991 al 1999, 5 dal 2000 al 2007, e l’ultima nel 2012 con Monti.

Queste leggi hanno modificato solo alcuni articoli della costituzione, come peraltro dovrebbe essere, mentre la legge attuale ne modificherebbe ben 47 su 139 (dal 48 al 135) di cui è composta la Costituzione.

Modifica della Costituzione Economica

Continuità con la modifica della costituzione del 2012 (governo Monti)

Una prima grave modifica della costituzione è avvenuta tra il 2011 ed il 2012 sotto il governo Monti (che ricordiamo come non eletto dal popolo), che fu limitata a pochi articoli ma che ebbe grande impatto, come commentato in questo documento della camera che descrive le riforme costituzionali attuato dal governo Monti.

La costituzione economica viene stravolta con l’inserimento in costituzione del così detto “pareggio di bilancio” che ci fa passare da una costituzione economica “social-democratica” ad una costituzione economica “neo-liberista”; dove in pratica bisogna smantellare lo stato sociale e privatizzare tutto.

Da notare nelle discussioni dei padri costituenti il liberismo era considerato un esperimento fallito ed impresentabile già negli anni ’40! Ed è semplicemente grottesco che nel 2012 ce lo hanno iniettato direttamente nella costituzione; tra l’altro spacciato come la cura di un male che lo stesso neo-liberismo ha già sedimentato e distorto, attaccando per 30 anni la nostra costituzione economica.

Nel dettaglio, nel 2012 vengono modificati gli articoli 41,81, 97,117,118,119. Qui, trovate degli approfondimenti rispettoall’introduzione del pareggio di bilancio in costituzione.Oltre al pareggio di bilancio è stato accentrato il potere nello mani dello Stato rispetto alle regioni, province e comuni; infine è stata riformata la magistratura.

Nell’attuale revisione costituzionale l’articolo 117 viene riscritto ancora, allungandolo ulteriormente.

Venendo ad oggi (governo Renzi), l’attuale disegno di modifica della costituzione trasforma moltissimi articoli della costituzione, è di fatto contiguo a quello del governo Monti; ma per molti aspetti anche ben peggiore.

Alcuni punti di impatto

Vediamo alcuni punti salienti che sono riuscito ad individuare.Sicuramente,ce ne sono molti altri che i mandanti (ESSI) di questa modifica costituzionale hanno sicuramente…. molto più chiaro di me. 😀

  1. Il potere viene concentrato nella Camera dei Deputati, Il Senato (non più eletto dal popolo) ha poteri limitati
  2. Il Consiglio Nazionale del Lavoro viene Cancellato

Una piccola digressione su questo organo: è composto dai rappresentanti delle categorie produttive del Paese, è un organo di consulenza delle camere e del Governo; ha anche iniziativa legislativa economica e sociale.

Ecco come è composto il CNEL:

  • 10 esperti , qualificati esponenti della cultura economica, sociale e giuridica, dei quali 8 nominati dal Presidente della Repubblica e 2 proposti dal Presidente del Consiglio dei Ministri
  • 48 rappresentanti delle categorie produttive:22 in rappresentanza del lavoro dipendente, di cui 3 dirigenti e quadri pubblici e privati9 lavoro autonomo17 imprese

    6 associazioni di promozione sociale e delle organizzazioni del volontariato, dei quali, 3 designati dall’Osservatorio nazionale dell’associazionismo e 3 designati dall’Osservatorio nazionale per il volontariato.

Quindi verrebbe eliminata ogni forma di rappresentanza, nonché di influenza del tessuto produttivo e sociale, nell’elaborazione delle leggi economiche e sociali.

3.Nella costituzione originale non c’erano riferimenti espliciti al trattato internazionale dell’Unione Europa; si parlava di generici trattati internazionali, con questa modifica viene privilegiato il trattato dell’Unione Europea, gli viene data incidenza nella costituzione stessa, snaturando l’articolo 11 della costituzione che recita:

L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

Perché snatura l’articolo 11? La costituzione promuove e favorisce le organizzazioni internazionali che assicurano la pace e la giustizia fra le Nazioni e in condizioni di parità con gli altri Stati; però non si vincola (la costituzione) a prescindere ad una organizzazione in particolare, sia essa l’ONU o l’Unione Europea od il TTIP od altri trattati ed organizzazioni.

La costituzione può promuovere e può auto-limitare la sovranità solo fintanto che ne verifichi la funzione di mantenere la pace e la giustizia ed in condizioni di parità con gli altri Stati.

Per esempio, un tempo si credeva che i trattati dell’Unione Europea avrebbero potuto mantenere pace, giustizia e condizioni di parità tra gli Stati.

Ma ad oggi l’Unione Europea, sta forse svolgendo la funzione di giustizia e di condizioni di parità tra i vari Stati dell’Unione?

Sempre ad esempio tra Grecia e Germania esiste una condizione di parità e giustizia? (giusto per riferirmi ad un caso di ingiustizia e disparità noto a tutti).

Per cui vincolare la costituzione italiana e lo Stato Italiano ad una organizzazione internazionale in particolare non è compatibile con l’art.11; in più direi che di fatto l’Unione Europea non risponde ai requisti dell’Art.11

 

Art. 68 Immunità Parlamentare, viene goduta dai Senatori, in questo modo diversi consiglieri regionali indagati o rinviati a giudizio potrebbero rimanere immuni.

Art.67 Viene tolto che I membri del Parlamento rappresentano la Nazione
4. Nell’art.116 tolgono l’autonomia alle regioni, comuni, province e altre forme associative (come le comunità montane e quant’altro) . In passato non erano autonome (regioni,comuni, province ed altre forme associative) per quanto riguardava pace e giustizia. Con le nuove modifiche, non avranno autonomia anche riguardo alle politiche sociali, alle politiche attive del lavoro, all’istruzione, al commercio estero (chissà su quali standard di alto livello vogliono allineare tutti comuni, province e regioni d’Italia…)

5. Aggiungono il (folle) pareggio di bilancio anche alle regioni e comuni (pensate che se estendessero il pareggio di bilancio alle famiglie, nessuno potrebbe più fare un mutuo per la casa!)

6. Art.117 Titolo V a proposito di Autonomia , 21 materie dello Stato , tra cui salute,politiche sociali, produzione e trasporto energia, infrastrutture strategiche e grandi reti di strasporto, navigazione e trasporto. Grandi Opere come il Tav, Stretto di Messina, Muos od altre opere potranno essere imposte senza che gli abitanti dei territori Comunali e Regionali possano fare valere le proprie ragioni e necessità.

Stato e Regioni hanno podestà legislativa vincolata dall’ordinamento europeo (vedi punto 3 )

7. Art 117 Si promuove la concorrenza (ipocritamente tanto cara al neo-liberismo, in realtà si spogliano delle difese le piccole realtà produttive e le si fa combattere direttamente senza tutele con i giganti multinazionali e finanziari)

8. Art 117 Si esplicita la Previdenza Complementare integrativa (le pensioni da miseria creano mercato per la previdenza privata)

9. Art 120 Il Governo si sostituisce alle Regioni, alle Città metropolitane, Comuni in caso di dissesto finanziario (prima le direttive europee e poi recepite dal Governo hanno creato il dissesto dei Comuni, che il Governo usa per imporgli le proprie scelte….ciao ciao democrazia!)

10.Art.134 Corte costituzionale un terzo eletta alla Camera + Senato (non eletto); ne deriva maggiore influenza della maggioranza (eletta con il premio di maggioranza) sulla Corte costituzionale

Art.78 Stato di Guerra deliberato solo dalla Camera e non dal Senato

11. Art. 71 Aumento da 50.000 a 150.000 firme per Proposte di Legge di Iniziativa Popolare (altro “ciao ciao” alla democrazia!)

12. Art.83 Elezioni presidente della repubblica votato solo da Senato e Camera (non più da delegati regionali) con maggioranze non assolute e con meno votazioni (più facile piazzare il presidente che vuole la maggioranza, che bello…)

Art.59 non c’è più il limite a 5 senatori eletti dal Presidente della Repubblica

13. I Senatori (non eletti dal popolo) saranno 75 provenienti dalle regioni, 21 sindaci e 5 nominati dal presidente della Repubblica.

2 seggi la provincia di Bolzano,la provincia di Trento ,Valle d’Aosta, Liguria, Umbria, Marche,Abruzzo,Molise,Basilicata,

3 seggi Sardegna e Calabria,

5 seggi Toscana

6 seggi Emilia Romagna,Puglia

7 seggi Piemonte, Veneto, Sicialia

9 seggi Campania

14 seggi Lombardia

14. Art.75 Referendum a due velocità: per chi riesce ad arrivare a raccogliere 500.000 firme c’è quorum sui gli aventi diretto al voto; per chi invece riesce (addirittura) a superare le 800.000 quorum solo sul numero dei votanti alle ultime elezioni per la camera (mica male per chi dispone dei mass media far passare i propri referendum con meno votanti… furbi i ragazzi!!)

Roberto Innocenti

Biligrafia:

“La Costituzione nella Palude” dicembre 2015 di Luciano Barra Carraciolo

“Introduzione alla Costituzione”(1986) di A.Baldassare e C.Mezzanotte

Raffronto tra il testo vigente della Costituzione  ed il disegno di legge di riforma costituzionale, redatto dal Servizio Studi del Dipartimento Istituzioni della Camera.

Referendum costituzionale, la “legge oscura” che può diventare la nuova Carta: rigonfia di parole e di frasi infinite Fatto Quotidiano

Sito Referendum Costituzionale

Sito Io voto No 10 ragioni per il NO

https://it.wikipedia.org/wiki/Riforma_costituzionale_Renzi-Boschi#/media/File:2011_Italian_referendums.jpg

https://it.wikipedia.org/wiki/Riforma_costituzionale_Renzi-Boschi#/media/File:2011_Italian_referendums.jpg

Nel mese di agosto, al Campeggio Umanista, ho organizzato un incontro di approfondimento dell’imminente  referendum costituzionale.

Durante gli ultimi mesi ho studiato il libro “La Costituzione nella Palude”(uscito a dicembre 2015) di Luciano Barra Carraciolo; poi ho ristudiato il libro “Introduzione alla Costituzione”(1986) di A.Baldassare e C.Mezzanotte per le Scuole Superiori (di cui non mi ricordavo nulla). Inoltre,  ho studiato il  Raffronto tra il testo vigente della Costituzione  ed il disegno di legge di riforma costituzionale redatto dal Servizio Studi del Dipartimento Istituzioni della Camera. Infine, per non farmi mancare niente, ho letto vari articoli e schemi di analisi sullo stesso argomento.

Dopo questi miei “umili” studi, ho elaborato da solo gli argomenti. Successivamente, ho esposto la mia analisi durante un incontro con alcuni amici, cosa la quale mi è stata molto utile. Quindi, ringrazio i vari interventi ed integrazioni di altri amici, senza i quali il lavoro non sarebbe stato così facile. Da tutto questo, ne sono usciti fuori alcuni appunti dell’incontro realizzato che vi trascrivo di seguito.

Nella mia analisi non mi dilungherò su ciò che è stato già approfondito in molti altri articoli pubblicati dove analizzano la riscrittura della costituzione che opera tale riforma costituzionale la rende illeggibile in molte parti, demolendo uno degli aspetti di eccellenza della nostra costituzione. Cioè, avere periodi brevi comprensibili e senza rimandi ad altre norme. In molti altri articoli, ad esempio, si trova (giustamente) la critica del fatto che dividendo la nuova costituzione le competenze tra regioni, stato e comuni, si rende molto più conflittivo e complicato il rapporto tra Stato, Regioni e Comuni, distruggendo di fatto l’autonomia dei livelli amministravi più decentrati.

Da questo testo di analisi ufficiale pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n°88 del 15 aprile 2016 che confronta la Costituzione prima e dopo la cura,  risulta evidente il grave impatto di questa invasiva metamorfosi costituzionale. Cerchiamo di farne una sintesi, anche se consiglio a tutti la lettura della stesso; dato che ne va della vita nostra e dei nostri figli, nipoti e di tutta la popolazione!

Continuità con la modifica della costituzione del 2012 (governo Monti)

Una prima grave modifica della costituzione è avvenuta tra il 2011 ed il 2012 sotto il governo Monti (che ricordiamo come non eletto dal popolo), che fu limitata a pochi articoli ma che ebbe grande impatto, come commentato in questo documento della camera che descrive le riforme costituzionali attuato dal governo Monti.

La costituzione economia (a proposito…sapevate dell’esistenza di una costituzione economica? ) viene stravolta con l’inserimento in costituzione del così detto “pareggio di bilancio” che ci fa passare da una costituzione economica “social democratica” ad una costituzione economica “neo-liberista”;  dove in pratica bisogna smantellare lo stato sociale e privatizzare tutto.

Da notare nelle discussioni dei padri costituenti il liberismo era considerato un esperimento fallito ed impresentabile già negli anni ’40!  Ed è semplicemente grottesco che nel 2012 ce lo iniettano nella costituzione; tra l’altro spacciato come la cura di un male che lo stesso neo-liberismo ha già sedimentato e distorto, attaccando per 30 anni la nostra costituzione economica.

Nel dettaglio, nel 2012 vengono modificati gli articoli 41,81, 97,117,118,119.  Qui, trovate degli approfondimenti rispetto all’introduzione del pareggio di bilancio in costituzione. Oltre al pareggio di bilancio è stato accentrato il potere nello mani dello Stato rispetto alle regioni, province e comuni; infine è stata riformata la magistratura.

Venendo ad oggi (governo Renzi), l’attuale disegno di modifica della costituzione trasforma moltissimi articoli della costituzione, è di fatto contiguo a quello del governo Monti; ma per molti aspetti anche ben peggiore.

Alcuni punti di impatto

Vediamo alcuni punti salienti che sono riuscito ad individuare. Sicuramente, ce ne sono molti altri che i mandanti (ESSI) di questa modifica costituzionale hanno sicuramente…. molto più chiaro di me. 😀

  1. Il potere viene concentrato nella Camera dei Deputati, Il Senato (non più eletto dal popolo) ha poteri limitati
  2. Il Consiglio Nazionale del Lavoro viene Cancellato

Una piccola digressione su questo organo: è composto dai rappresentanti delle categorie produttive del Paese, è un organo di consulenza delle camere e del Governo; ha anche iniziativa legislativa economica e sociale.

Tra l’altro, io non sapevo nemmeno dell’esistenza dello stesso (se non si conosce i propri diritti… questi ultimi non esistono!!); qui trovate un approfondimento su come è composto.

  • Dieci esperti, qualificati esponenti della cultura economica, sociale e giuridica, dei quali otto nominati dal Presidente della Repubblica e due proposti dal Presidente del Consiglio dei Ministri
  • Quarantotto rappresentanti delle categorie produttive, dei quali ventidue in rappresentanza del lavoro dipendente, di cui tre in rappresentanza dei dirigenti e quadri pubblici e privati, nove in rappresentanza del lavoro autonomo e diciassette in rappresentanza delle imprese
  • Sei in rappresentanza delle associazioni di promozione sociale e delle organizzazioni del volontariato, dei quali, rispettivamente, tre designati dall’Osservatorio nazionale dell’associazionismo e tre designati dall’Osservatorio nazionale per il volontariato.

Quindi verrebbe eliminata ogni forma di rappresentanza, nonché di influenza del tessuto produttivo e sociale, nell’elaborazione delle leggi economiche e sociali.

3. Nella costituzione originale non c’erano riferimenti espliciti al trattato internazionale dell’Unione Europa; si parlava di generici trattati internazionali, con questa modifica viene privilegiato il trattato dell’Unione Europea, gli viene data incidenza nella costituzione stessa, snaturando l’articolo 11 della costituzione che recita:

L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

Perché snatura l’articolo 11? La costituzione promuove e favorisce le organizzazioni internazionali che assicurano la pace e la giustizia fra le Nazioni e in condizioni di parità con gli altri Stati; però non si vincola (la costituzione) a prescindere ad una organizzazione in particolare, sia essa l’ONU o l’Unione Europea od il TTIP od altri trattati ed organizzazioni.

La costituzione può promuovere e può auto-limitare la sovranità solo fintanto che ne verifichi la funzione di mantenere la pace e la giustizia ed in condizioni di parità con gli altri Stati.

Per esempio, un tempo si credeva che i trattati dell’Unione Europea avrebbero potuto mantenere pace, giustizia e condizioni di parità tra gli Stati. Ma ad oggi  l’Unione Europea, sta forse svolgendo la funzione di giustizia e di condizioni di parità tra i vari Stati dell’Unione? Sempre ad esempio tra Grecia e Germania esiste una condizione di parità e giustizia? (giusto per riferirmi ad un caso di ingiustizia e disparità noto a tutti).

Per cui vincolare la costituzione italiana e lo Stato Italiano ad una organizzazione internazionale in particolare non è compatibile con l’art.11; in più direi che di fatto l’Unione Europea non risponde ai requisti dell’Art.11

4. Nell’art.116 tolgono l’autonomia alle regioni, comuni, province e altre forme associative (come le comunità montane e quant’altro) . In passato non erano autonome (regioni,comuni, province ed altre forme associative) per quanto riguardava pace e giustizia. Con le nuove modifiche, non avranno autonomia anche riguardo alle politiche sociali, alle politiche attive del lavoro, all’istruzione, al commercio estero (chissà su quali standard di alto livello vogliono allineare tutti comuni, province e regioni d’Italia…)

5. Aggiungono il (folle) pareggio di bilancio anche alle regioni e comuni (pensate che se estendessero il pareggio di bilancio alle famiglie, nessuno potrebbe più fare un mutuo per la casa!)

6. Art.117 Stato e Regioni hanno podestà legislativa vincolata dall’ordinamento europeo (vedi punto 3)

7. Art 117 Si promuove la concorrenza (ipocritamente tanto cara al neo-liberismo, in realtà si spogliano delle difese le piccole realtà produttive e le si fa combattere direttamente senza tutele con i giganti multinazionali e finanziari)

8. Art 117 Si esplicita la Previdenza Complementare integrativa (le pensioni da miseria creano mercato per la previdenza privata)

9. Art 120 Il Governo si sostituisce alle Regioni, alle Città metropolitane, Comuni in caso di dissesto finanziario (prima le direttive europee e poi recepite dal Governo hanno creato il dissesto dei Comuni, che il Governo usa per imporgli le proprie scelte….ciao ciao democrazia!)

10.Art.134 Corte costituzionale un terzo eletta dalla Camera + Senato (non eletto); ne deriva maggiore influenza della maggioranza (eletta con il premio di maggioranza) sulla Corte costituzionale

11. Aumento da 50.000 a 150.000 firme per Proposte di Legge di Iniziativa Popolare (altro “ciao ciao” alla democrazia!)

12. Art.83 Elezioni presidente della repubblica con maggioranze non assolute e con meno votazioni (più facile piazzare il presidente che vuole la maggioranza, che bello…)

13. I Senatori (non eletti dal popolo) per regione saranno minimo 2 invece che 7, meno le province di Bolzano e Trento che avranno 2 senatori a testa, quanto le Regioni più popolate

14. Referendum a due velocità: per chi riesce ad arrivare a raccogliere 500.000 firme c’è quorum sui gli aventi diretto al voto; per chi invece riesce (addirittura) a superare le 800.000 quorum solo sul numero dei votanti alle ultime elezioni per la camera (mica male per chi dispone dei mass media far passare i propri referendum come meno votanti… furbi i ragazzi!!)

Pubblico questa prima versione dove sicuramente ho dimenticato vari interventi preziosi che i presenti spero mi aiuteranno a ricostruire nei prossimi giorni.

Roberto Innocenti

Pubblico il video della prima parte dell’incontro ECONOMIA per una società oltre il CAPITALESIMO che abbiamo organizzato il 26 Maggio 2016 vicino a Rozzano(MI) , in particolare a Fizzonasco di Pieve Emanuele (MI)

Sotto il video trovate i temi trattati nell’incontro.

Ma il Denaro da chi dipende?

Tutto e tutti sembra dipendano dal denaro, ma il denaro da chi dipende?

Stecche denaro
COSA E’ IL DENARO?

Cosa è stato il denaro?

Mezzo di scambio
promessa di merci
moltiplicato dalle banche
Ha dato potere
Ha diviso società e famiglie.

 

 

 

Se il denaro circolante è poco:aziende chiudono non hanno liquidità per per produrre e rispondere alla domanda
famiglie hanno bisogno di un servizio e prodotto ma non hanno liquidità per pagarselo
lavoratori sono disponibili a lavorare, c’è bisogno di loro ma non ce liquidità per pagarli

Denaro come “valore di riserva”

Cresce il valore di riserva quando non c’è ne per fare gli scambi.

Con denaro accumulato non c’è garanzia futura di potere ottenere beni e servizi di altri.

ValoreRiserva1

Denaro riserva od unità di misura?

Il denaro serve come unità misura per lo scambio
Viene usato come riserva di valore se è molto richiesto per produrre e consumare.

Se una riserva di metallo prezioso o valuta bruciassero?
Cambierebbe qualcosa all’economia se nessun sapesse che sono bruciate?

Il denaro non è un oggetto, non esiste, quella che esiste è la fiducia
Che il proprio lavoro potrà essere scambiato con il frutto del lavoro di altri,
[aspirazione] in uno scambio equo e ragionevole.

mano nella mano

Chi deve curare la fiducia che la società ripone nel denaro?

La fiducia pubblica deve rimanere nelle mani dei banchieri,dei finanziatori o degli speculatori?
La fiducia è responsabilità della società organizzata (meglio se in democrazia reale)
Nessun privato deve gestire la liquidità di un intero popolo
Lo Stato Coordinatore, in democrazia diretta ha il diritto di gestire il denaro perché è la massima espressione del volere del popolo.

Il Denaro pubblico (la circolazione)

non e’ una merce, e’ il mezzo di scambio, la sua circolazione non può essere arbitrio di pochi
Il denaro quindi è un bene pubblico,

Limitare la banca privata 

Vuole essere l’unica a gestire la liquidità dei mercati per incrementare il proprio lucro
Vuole essere l’unica a gestire i servizi pubblici ( privatizzandoli)
Lo strumento finanziario è una chiave nella gestione dell’economia, la Banca Internazionale lo sa e l’ha utilizzato per arricchirsi prima e per controllare le nazioni dopo.
Perché dovremmo lasciare in mano alle banche private la gestione della liquidità necessaria all’apparato produttivo per il suo sviluppo, se questo implica il lavoro e il sostentamento per tutto il popolo?

Economia per una società oltre il Capitalesimo
E’ dal Maggio 2014 che cerco di organizzare a Rozzano(MI) la presentazione del Libro “Oltre il Capitalismo Economia Mista”,  è un testo tanto fondamentale per aprire lo sguardo alla disperazione delle persone per il fallimento di questo sistema socio-economico, tanto fondamentale che i politici di Rozzano(MI) con cui ho avuto a che fare mi hanno nei migliori dei casi fatto perdere un sacco di tempo , appunto 2 anni.
E’ incredibile come anche nelle amministrazioni di piccole città come Rozzano, non si rendano conto della gravità della situazione in cui versa la gente e non sentano questa sete di trovare nuove strade, di trovare soluzioni per fare uscire le persone da un vicolo cieco, converrebbe anche a loro, ma non si rendono conto…
Economia per una società oltre il Capitalesimo

Economia per una società oltre il Capitalesimo

Terminato il mio sfogo, sono molto contento di invitarvi a questa breve presentazione che farò dei concetti del libro di Sullings , e dei nuovi paradigmi democratici ed economici che il Nuovo Umanesimo ha in gestazione da alcuni decenni.
Ringrazio per la collaborazione diversi persone,  attivisti del Movimento Umanista, alcune persone di Pieve Emanuele, di Zibido, di Basiglio e di Rozzano (alcune di loro impegnate politicamente da anni) che senza di loro questo evento non avrebbe potuto esistere, ringrazio anche Beat Scuola d’Arte per averci reso disponibile il luogo dove avrà luogo la presentazione.
Farò una presentazione molto densa e sintetica del libro della durata di circa un’ora, ci sarà un’altra ora per rispondere alle domande, ovviamente offrirò a  tutte le persone presenti ed interessate altri incontri di studio e approfondimento.
Come i lettori di questo blog sanno è dal 2012 che stiamo organizzato incontri a Milano di presentazione del libro “Oltre il Capitalismo Economia Mista”, culminati nel 2014 con la traduzione del libro in Italiano e la presentazione con l’autore Guillermo Sullings a Roma, Prato, Torino e Milano.
Qualcuno mi ha chiesto perché nel titolo dell’evento uso il termine Capitalesimo e non Capitalismo… Semplicemente perchè nel libro di Sullings già e chiaro che il Capitalismo è diventato Capitalesimo che è diciamo la fase di decadenza dello stesso, per cui il libro parla di cosa fare durante e dopo la decadenza…
Ecco un citazione relativa al termine Capitalesimo
Il capitalismo sta diventando «Capitalesimo», un sistema capillare e inesorabile di controllo assoluto su un territorio frammentato, una sorta di Sacro Romano Impero della finanza, coi suoi feudatari sempre più potenti, i suoi marchesi, i suoi baroni, i vassalli, i valvassori e la sua plebe sterminata, sempre più povera.
Quindi siete invitati a questa presentazione il Giovedì 26 Maggio ore 20.30 a Fizzonasco (Pieve Emanuele) in Viale Campania 101 presso  BEAT Scuola d’Arte Teatro Cinema Musica Danza.

“L’Economia Mista è un sistema poggiato sui pilastri di una democrazia reale e partecipativa, non su una democrazia formale in cui gli pseudo-rappresentanti del popolo non sono altro che soci e complici del potere economico.”

“In una democrazia partecipativa lo Stato non sarà un ente slegato dagli individui, ma diventerà una sorta di Stato Coordinatore, una specie d’intelligenza sociale che veglierà sugli interessi dell’insieme.”

“In un Sistema di Economia Mista lo Stato garantirà l’uguaglianza di opportunità, senza che la capacità economica sia sinonimo di potere sulle persone e senza che il benessere economico sia sinonimo di una sfrenata corsa consumista.”

la sfida democrazia della diretta 19 Marzo 2016 Milano

Nel 2012 siamo stati parte attiva nell’organizzazione del Workshop sulla Democrazia Diretta , fu un workshop intensivo con moltissimi relatori spaziando dall’economia alla democrazia.

la Sfida della democrazia diretta

Il prossimo sabato 19 Marzo 2016 siamo tra gli organizzatori di un nuovo workshop intitolato “La Sfida della Democrazia Diretta” , è un workshop unicamente sul tema democrazia diretta.

E’ un workshop per approfondire le difficoltà pratiche per arrivare alla democrazia diretta per e conoscere gli strumenti giuridici ed organizzativi per avanzare concretamente in tale direzione.

Ma cercheremo di sviscerare quali sono i rischi e le sfide culturali che accompagnano la democrazia diretta. Quali sono le nostre riserve interiori e cercheremo di tracciare un rapporto tra l’evoluzione della coscienza umana e la forma organizzativa e sociale che le corrisponde e che ci attende in tempi indefinibili.

Viviamo in un momento di grande crisi della democrazia puramente rappresentativa, tanto che questa viene ormai definita come un’epoca post-democratica.

Contemporaneamente, però, nella base sociale si avverte un grande fermento e cresce la spinta verso forme nuove di democrazia partecipativa e diretta.

Rinnovare le forme della democrazia rappresentativa e coniugarle con quelle della democrazia diretta potrebbe portare alla nascita un nuovo modello organizzativo – il primo davvero democratico – adeguato al XXI secolo.

sabato 19 marzo 2016 alle ore 15.00
sala Sole Luna – via Ulisse Dini 7, Milano

Per prenotare il proprio posto

 

Un breve clip del workshop del 2012

 

Euro Debito

È abbastanza chiaro a tutti che comportamento ha uno strozzino?

È qualcuno che ti presta i soldi quando sei disperato!

Dovrai restituirgli molti più soldi di quelli che ti ha prestato: è una persona senza scrupoli, a cui non interessa cosa farai e come farai per dargli tutti i soldi, compresi gli interessi spropositati, in più che lui pretende.

È abbastanza chiaro a tutti che lo strozzino non è un amico;  che non ti sta aiutando: non c’è alcun rapporto di UNIONE né di Cooperazione né di Collaborazione.  È un rapporto di sfruttamento; è un rapporto violento e sicuramente si produrranno certe quantità di odio e di rabbia per lo sfruttamento ricevuto, oltre a una certa insensibilità e di disprezzo da parte dell’usuraio che vede l’altro essere umano (oppure la popolazione) come un oggetto da sfruttare.

Che collaborazione c’è stata tra i Paesi Africani ex-colonie europee e i Paesi Colonizzatori?

Un rapporto di sfruttamento, che è proseguito anche quando formalmente quei paesi si sono resi indipendenti, con una propria costituzione, una propria repubblica o monarchia.  Ma lo sfruttamento è proseguito con un vincolo o monetario e/o un debito finanziario. Per approfondimenti sulla Franco-izzazione ed poi Eurizzazione dell’Africa da parte della Banca Centrale Francese potete leggere su Wikipedia Franco CFA.

Ma perché parliamo di UNIONE Europea quando invece c’è lo stesso tipo di strozzinaggio applicato un tempo alle colonie africane verso gli stati più deboli siano essi la Grecia, il Portogallo, la Spagna, l’Irlanda, l’Italia od altri?

Non esiste alcuna UNIONE: è un rapporto impositivo da parte di Commissione Europea, Banca Centrale Europea e Fondo Monetario Internazionale verso le popolazioni degli stati firmatari di tali trattati. I temi di interesse di questi vertici decisionali nell’Unione Europea sono il denaro, la finanza e soprattutto gli interessi (usurai) dei creditori.

È un duro colpo per la psiche di molti, riconoscere i fatti e i reali gretti interessi di questi trattati, dato che la propaganda li ha chiamati “Unione Europea”; è stato un miraggio, uno specchietto per le allodole. Come umanisti (e come Partito Umanista) già nel 1999 vi avevamo avvertiti che non era l’Unione Europea per i popoli! Lo so è dura accettarlo (meglio tardi che mai);  ma di fatto è un Impero Finanziario Economico sotto una forte influenza delle corporations e lobby, non solo europee ma anche statunitensi, influenza che sta schiacciandoci sempre di più.

Come in tutti i processi di maturazione, il riconoscimento del fallimento è sconfortante. Ci hanno fatto immaginare che senza questa “Unione” ci sarà la Guerra, l’autarchia degli Stati Nazionali; ci fanno temere che delegittimando questa falsa “Unione” ci sarà la Guerra. In realtà, già siamo sotto i loro bombardamenti psicologici , economici e finanziari che ci stanno rendendo la vita impossibile. I formatori di opinione non sono certo interessati al dialogo tra i popoli, eppure ci dispensano consigli sul da farsi per evitare il peggio.

Ma come hanno fatto a metterci in questa infelice situazione ?

Farò una grande semplificazione per i non-economisti. Visto che molte persone comuni vogliono capire come uscire dal ricatto e dalla sottomissione in cui ci hanno relegato (e con essi altre centinaia di milioni di persone in Europa).

L’anestesia della democrazia e la neutralizzazione dell’economia (dei cittadini) è stata attuata sopratutto grazie a due azioni:

– la manipolazione della moneta ovvero la creazione dell’euro

– L’istituzione di trattati internazionali (Maastrich, Lisbona, etc)  per scardinare le costituzioni o le procedure democratiche dei Governi e dei Parlamenti

Euro Debito

La manipolazione monetaria: l’euro

Approfondimenti sulla Moneta li trovate nel nostro libro Guillermo Sullings “Oltre il Capitalismo, Economia Mista”.

La moneta permette gli scambi economici ; chi gestisce la moneta gestisce macro-economicamente gli scambi. Se vivessimo ancora nel baratto gli scambi economici avverrebbero tramite il baratto (il baratto  non necessariamente è egualitario, anche nel baratto rimane la disuguaglianza tra lo scambio , ed esempio alcuni secoli fa si scambiavano gli schiavi Africani con chincaglierie che arrivavano dall’Inghilterra).

La moneta attuale viene definita a corso legale, ovvero sono dei numeri nei conti correnti; oppure al più sono dei fogli di carta colorati stampati che uno Stato (o degli Stati) riconoscono come valido per gli scambi e per riscuotere le tasse; è uno strumento necessario per regolare i rapporti economici il cui costo è quasi zero e di cui quindi non c’è scarsità.

La quantità di moneta circolante dovrebbe seguire la quantità di scambi di modo da permettere che domanda ed offerta possano incontrarsi.

Perché se non posso barattare ed ho servizi o beni da offrire e tu hai bisogno di usufruire di beni o servizi e a tua volta ne hai da offrire , abbiamo bisogno della moneta per fare lo scambio multilaterale, se non abbiamo a disposizione la moneta non possiamo fare incontrare domanda ed offerta reciproca e da più lati.

La moneta dovrebbe essere uno strumento per i Paesi , ovvero per l’insieme di comunità, per consentire all’economia reale di fare i suoi scambi, per fornire educazione, sanità, casa, qualità della vita alle comunità. Quindi la moneta svolge una funzione vitale ad ogni Paese, tale funzione vitale può essere custodita solo dalla democrazia di quel Paese o di quei Paesi.

Invece, se delle elite finanziarie gestiscono arbitrariamente la moneta, senza dipendere dalle democrazie, inevitabilmente è successo e succede che manipolano la moneta per i proprio privilegi e per ricattare le popolazioni. Questo è (di fatto) quello che sta succedendo nella zona euro. In particolare in questo momento è sotto l’opinione che si pubblica, lo strozzinaggio verso la Grecia.

Con l’euro succede che una banca privata, la BCE, gestisce un bene pubblico che da a chi vuole e con un tasso diverso (lo spread) da paese a paese. 

La moneta non dovrebbe essere una merce, dovrebbe essere un bene comune (come ampiamente spiegato da Sullings e altri economisti), che come tutti i beni comuni dovrebbe essere sotto la sovranità ed il potere dei popoli.

L’Indipendenza delle Banche Centrali

Con l’Unione Europea è stato tolto alle sovranità degli Stati che hanno firmato i vari trattati internazionali (Maastrich, Lisbona,etc…) il potere sulla moneta, che è stato trasferito ad un soggetto non democratico che è la Banca Europea, la BCE.

Si è stupidamente inneggiato al fatto che BCE è indipendente dagli Stati; purtroppo alla maggioranza delle persone è sfuggito che equivale a dire che il potere sulla moneta euro non è degli Stati.

Di conseguenza la gestione delle economie della zona euro è nelle mani degli azionisti di maggioranza della BCE (ovvero Banche Tedesche, Francesi ed Inglesi in primis), che ovviamente non sono istituzioni minimamente democratiche. E che non hanno nessun interesse a creare ricchezza per i cittadini europei.

L’Esperimento dell’euro

L’esperimento dell’euro e dellla BCE va ben oltre alla nefasta “indipendenza delle Banche Centrali” e dei banchieri dalle Democrazie…..

Nel caso della’euro e della BCE vi è stata una perdita talmente vertiginosa di potere economico degli Stati della zona euro confrontabile a quella degli Stati Africani con il Franco Francese.

La BCE,  come Banca Centrale dovrebbe regolare il flusso monetario della zona euro a costo zero in termini di ricchezze e diritti dei cittadini della zona euro, come fanno le banche centrali del mondo hanno (è il loro lavoro). Essa, invece, chiede ai cittadini rimpolpare i buchi speculativi che le banche dell’area hanno prodotto e tutti i debiti e buchi lievitati grazie a trattati e politiche dissennate.

Di per se, è già assurdo produrre soldi per coprire i buchi speculativi delle banche e non farlo invece per garantire sanità, educazione, qualità della vita ed altro. Ma è ancor più assurdo coprire i buchi con i pochi soldi dei cittadini della zona euro; oppure aspettarsi che il resto del mondo debba andare in deficit per acquistare i prodotti europei (di fatto tedeschi, soprattutto).

Le Banche Centrali dovrebbero regolare la quantità di moneta in base all’esigenza dell’economia reale e dell’occupazione; la BCE non fa nemmeno questo (che è un’attività che una Banca Centrale può fare a costo marginale tendente a zero). Nel fantastico mondo dell’euro-zona la BCE e chiede ai cittadini, che non possono stampare moneta (previa la galera), di coprire i buchi che la banche stesse fanno; questo ci fa capire quanto siamo all’assurdo!

Trattati Internazionali della UE, ovvero trattati di sfruttamento chiamati Unione Europea

I trattati internazionali, chiamati con l’inganno Unione Europea (bisogna fare i complimenti al marketing delle lobby), via via hanno creato accordi internazionali a svantaggio dei cittadini membri ed a vantaggio delle multinazionali e della finanza. Su questo che tutti siamo abbastanza informati  a riguardo,  per cui non aggiungerò altro.

Quindi l’euro della BCE è stato un ottimo strumento della finanza per governare gli Stati della zona euro, così da imporre gratuitamente l’austerità, la disoccupazione, la svendita delle aziende, della sanità e dell’educazione, dell’energia e la demolizione dei diritti conquistati nel ‘900.

Si è imposta artificialmente la scarsità della moneta, come fecero con le monete d’oro gli Inglesi nelle colonie Americane. Quello che è ancora più assurdo si è imposta di conseguenza un’economia con una  scarsità artificiale di mezzi di modo da indebitare gli Stati e privatizzare per speculare sopra all’educazione, alla sanità, alla casa, all’ambiente , alla qualità della vita di centinaia di milioni di persone, proprio in un momento in cui l’umanità ha tutti i mezzi per garantire a tutti una vita degna. (nota: ovviamente bisognerebbe anche abbandonare il modello della globalizzazione che produce cose inutili ed inquinanti e sprechi incalcolabili).

L’euro, lo SME e la riforma delle banche centrali (negli anni ’80) sono stati tutti passi per fare togliere agli Stati nazionali la gestione della moneta; quindi emettere a debito la creazione della moneta, il cui costo reale è quasi nullo. Così, gli stati hanno iniziato ad indebitarsi con aziende finanziarie e con dei privati (speculatori come Soros). Regalando loro degli interessi spropositati  sono arrivati a farsi espropriare i propri beni comuni (tramite politici compiacenti) a vantaggio della finanza speculativa e delle banche speculative private. Ovvero, abbiamo tolto soldi ai cittadini più poveri per dare soldi a quelli che erano già troppo ricchi! Poi sono arrivate le privatizzazioni per pagare i debiti (indovinate…tramite politici compiacenti). Ed ancora, abbiamo tagliato sulla sanità e sull’istruzione per dare ancora (indirettamente) soldi a loro. Questa è la vera storia del debito pubblico se analizzato con criterio scientifico!

E’ una storia già vista: è stato fatto con la dollarizzazione nell’America Latina, con il franco francese nelle colonie francesi, con la moneta inglese nelle colonie americane; ci sono comunque altre innumerevoli esperienze di sfruttamento monetario.

Prima delle riforme delle Banche Centrali (che diventavano indipendenti dalle democrazie e poi dipendenti dalle banche private) gli Stati nazionali avevano un “costo zero” per regolare la quantità di moneta circolante; poi hanno iniziato a pagare per gestire il flusso monetario, indebitandosi con proprietà reali a fronte di numeri creati nei computer delle Banche Centrali. Questa è la vera storia del debito pubblico se analizzato con criterio scientifico!

L’euro è stato ovviamente un bel salto avanti per la finanza, perché ha lasciato nelle mani delle Banche qualsiasi decisione relativa al livello di speculazione sugli Stati che sono diventati debitori all’infinito delle Banche, nonostante esse non producano nessun bene reale! Semplicemente, adesso loro gestiscono il flusso monetario che ha costo marginale zero.

Tutti gli Stati dell’area euro dall’entrata in vigore dell’euro si sono enormemente indebitati verso la finanza o verso altri Stati o sono diventati maggiormente dipendenti dalle esportazioni e dai capitali esteri e speculativi. Tutto questo, per poter raccimolare moneta che non posso più produrre a costo marginale zero, ma che le Banche Centrali producono a costo quasi nullo.

E’ macabro ascoltare questi uomini d’affari senz’anima al vertice dell’eurocrazia quando fanno strozzinaggio e lo chiamano  “aiuti”!

Sicuramente, gli strozzini sono contenti degli “aiuti” grazie l’immolazione dei greci (e te credo conquistano un Paese senza carri-armati). Questi uomini d’affari senz’anima sono insensibili quando fanno fare un ulteriore martirio al popolo greco dopo 5 anni di sfruttamento e vessazioni in nome degli “aiuti” precedenti; ovvero debiti forzati e gonfiati dallo strozzinaggio a loro favore (tramite politici compiacenti).

Non sono intenzionalmente andando ad approfondire altre questioni rispetto all’impossibilità ad avere la stessa moneta tra Stati con economie molto differenti che continuano ad essere in concorrenza gli uni con gli altri e senza una banca centrale che garantisca nella pratica e con dovuta velocità piena occupazione e stessi livello migliorativi di Salute, Educazione, diritti sul lavoro, previdenza sociale, casa, livello tecnologico e qualità della vita.

Mi sono soffermato essenzialmente sulla natura ed il ruolo della Moneta e quindi il ruolo e funzione che hanno avuto l’euro e i trattati chiamati “Unione Europea”.

Spero con questo breve scritto di avere risposto almeno in parte ai dubbi relativi all’euro ed alla sua funzione di dominio sui popoli europei.

Roberto Innocenti

Tavola Rotonda Associazioni Festival Cooperazione

Vincenzo Barbarulli e Roberto Innocenti (me stesso) siamo intervenuti alla Tavola Rotonda della Associazioni al “Festival Culturale per la Cooperazione Officina Futuro”.

Tutti gli interventi nel video sono molto interessanti, essendo molto lungo il video abbiamo posizionato la partenza del video a partire dall’intervento di Vincenzo.
Prima Vincenzo cerca di fare una breve storia dell’Economia e delle nuove positive tendenze.

In questo secondo video parla Roberto Innocenti (me stesso) e cerco di mettere enfasi alle possibilità di cambiamento.

Ringraziamo Bottega Partigiana della possibilità che ci hanno dato di incontrare molte persone in gamba come Tommaso di “Todo Cambia” ed autore della docufiction sull’economia  “C’era un volta la crisi” che conosciamo dal 2012, come Daniel autore di Italia che Cambia

 

Di seguito il Trailer del docufiction sull’economia  “C’era un volta la crisi”

 

Grecia - immagine presa pressenza.com

Recentemente Guillermo Sulling economista umanista, ha presentato in Italia il libro “Oltre il Capitalismo Economia Mista” che abbiamo contribuito a tradurre , pubblicare e presentare in Italia.

Guillermo Sullings ha potuto approfondire nel suo ultimo viaggio di Novembre 2014 in Italia la situazione in cui versa il nostro Paese in relazione alle scelte politiche, economiche e monetarie e ci rincuora abbia pensato a noi Europei ( essendo lui Argentino) e scritto il seguente articolo dove suggerisce come puntare alla Nazione Umana Universale e prima all’integrazione Regionale (Europea in questo caso) , passando anche attraverso il superamento dell’euro e del neoliberismo intrinseco dell’attuale Unione Europea.

Già nella presentazione di Novembre Sullings aveva parlato dell’Argentina e della convertibilità con il dollaro ed oggi mette in relazione quella situazione con quella della Grecia e dell’Euro.

 

Presentazione del Libro "Oltre il Capitalismo Economia Mista" di Guillermo Sullings con Vittorio Agnoletto e Andrea Di stefano

Presentazione del Libro “Oltre il Capitalismo Economia Mista” di Guillermo Sullings con Vittorio Agnoletto e Andrea Di stefano

Quest’articolo è disponibile anche in: Inglese, Spagnolo

La recente salita al potere di Syriza, con Alexis Tsipras Primo Ministro, ha rianimato le aspettative sulle vie che la Grecia potrebbe percorrere per risolvere la sua crisi. La promessa di Tsipras di smetterla con i tagli e l’austerità ha generato aspettative favorevoli, però la domanda che sorge spontanea è: fino a che punto la Grecia potrà andare avanti senza rompere definitivamente con la supervisione della Troika, dichiarare default e lasciare la zona euro?

Per analizzare queste possibilità dobbimo ripercorrere sinteticamente quali sono le origini di questa crisi e quali conseguenze hanno lasciato le politiche di salvataggio finanziario applicate fino a questo momento. Vero è che persino prima della crisi finanziaria internazionale, la Grecia stava accumulando un disavanzo e un insostenibile livello di debito, che la crisi internazionale ha finito per fare esplodere. Vero è che il bilancio in rosso delle finanze greche, forgiate nel tempo da differenti governi, è stato causato dalla corruzione dei suoi politici e dalle spese eccessive. Inoltre, è certo che i livelli di competitività dell’economia ellenica non corrispondono al livello di vita di alcuni settori della popolazione e così molti sono costretti a chiedere finanziamenti indebitandosi.

Però è anche vero che quando ciò è accaduto qualcuno ha fatto buoni affari. Ha incoraggiato l’indebitamento ai fini di lucrare attraverso la speculazione e l’usura, promuovendo il consumismo, solo per incrementare il guadagno delle multinazionali o negoziando con il mercato delle armi.

Per questo oggi il popolo greco sta pagando le conseguenze della combinazione letale tra politici corrotti e potere finanziario, come già sta succedendo da molto tempo in gran parte del mondo.

Molti paragonano la situazione della Grecia e di altri paesi europei a quella affrontata dall’Argentina nel 2001; in effetti ci sono molti punti in comune. Negli anni ’90 le politiche neoliberiste applicate in quel paese portarono ad un debito colossale, con il quale, in un regime di convertibilità monetaria, si finanziò un tipo di cambio fisso peso-dollaro che permise d’importare le merci e i servizi ad un prezzo più basso del costo reale. Intanto, il deficit nazionale fu finanziato con l’indebitamento e soprattutto con i profitti succulenti del capitale speculativo, che ottenne elevati tassi d’interesse in dollari. Quando il debito divenne insostenibile, la crisi esplose. Iniziò con la dichiarazione di default, seguita dall’abbandono della convertibilità della valuta argentina, che provocò una svalutazione di oltre il 300% .

Ma la più grande crisi economica della storia argentina provocò anche un’enorme crisi istituzionale e politica, che spazzò via i governi di stampo neoliberista. Il profilo più progressista e più industrializzato dei nuovi governi permise di approfittare degli effetti della svalutazione per guadagnare in competitività, incrementare le esportazioni e rimpiazzare le importazioni, riducendo così la disoccupazione. La decisione politica di uscire dal debito attraverso lo sviluppo e la crescita e non attraverso le solite scelte ortodosse di tagli alle spese permise al paese un recupero, prima di iniziare a ristrutturare il suo debito.

Questo favorì per un intero decennio una crescita sorprendente, un risanamento del debito e un incredibile miglioramento nelle condizioni di vita della popolazione. La situazione degli ultimi due anni, nella quale non si cresce più e si deve convivere con l’inflazione a causa del contesto internazionale, non invalida in alcun modo l’esempio di come è stato possibile uscire con successo da una crisi e crescere economicamente per 10 anni con politiche espansive e sovrane e non con i tagli monitorati dal FMI.

Forse non è proprio giusto paragonare in maniera totale il caso dell’Argentina con quella della crisi della Grecia e degli altri paesi europei, ma è chiaro che ci sono alcuni punti in comune. In Argentina il regime di convertibilità impediva manovre basate sulla svalutazione della valuta, manovre che incrementano la competitività; situazione simile in vari paesi dell’Eurozona, che non possono controllare la loro politica monetaria nazionale.

Il miglioramento in competitività, favorito dalla svalutazione, può avere effetti differenti secondo il potenziale di produzione di ogni paese. Soluzione, che non può essere percepita come una bacchetta magica, perché in questo caso ogni paese entrerebbe permanentemente in una competizione svalutativa. Vero è che nel caso dei paesi in crisi, con un alto tasso di disoccupazione e debito commerciale, ci sarà sempre un impatto positivo. In Argentina la popolazione ha beneficiato per prima della politica di supporto del consumo di beni e servizi, dedicata ai settori meno protetti della società e simultaneamente ha rinforzato il mercato interno e riattivato l’economia, la qual cosa a sua volta ha incrementato la riscossione delle imposte.

Invece le politiche estreme di tagli e austerità, con cui ogni paese europeo ha cercato di equilibrare i propri bilanci, hanno ottenuto solo di ridurre sul lastrico la popolazione. Queste misure non hanno influito sui debiti, che tendono a crescere o, nei migliori dei casi, si mantengono allo stesso livello. Come reazione ai tagli si ha una diminuzione dei consumi, ma anche dei redditi per via degli effetti della recessione.

Le conseguenze dei tagli in Grecia hanno lasciato buona parte della popolazione in una situazione di emergenza. L’incremento delle tasse, il licenziamento di circa 200.000 impiegati pubblici, l’abbassamento dei salari, il taglio delle pensioni e le riduzioni nelle spese sociali hanno avuto conseguenze gravi.

Con il 27,4% di disoccupati, il 30% della popolazione senza copertura sanitaria e un 10% di bambini con problemi di malnutrizione, la situazione sociale è insostenibile. Con tutti questi tagli l’economia ha subito una contrazione del 25%  e da quando la crisi è esplosa si sono riscosse meno tasse e il deficit non è stato ridotto, per cui il debito pubblico non può essere ripagato.

Il FMI e la BCE hanno optato per un salvataggio finanziario, non perché volessero salvare la Grecia e tanto meno la sua popolazione, ma perché volevano salvare le banche, la cui maggioranza è di proprietà tedesca e francese, sull’orlo della bancarotta. Il FMI e la BCE hanno anche lottato per evitare un collasso finale della Grecia ed una sua possibile uscita dalla Eurozona, che avrebbe potuto essere contagiosa per gli altri paesi in crisi come la Spagna, l’Italia e il Portogallo. In definitiva il settore finanziario, che è il maggiore responsabile della crisi dell’indebitamento, è anche il vero obbiettivo dei piani di salvataggio, coordinati dagli istituti finanziari internazionali e continua a fare profitti, grazie alle sue intermediazioni, con tutti gli accordi di rifinanziamento.

In risposta alla domanda iniziale sulla scelta della Grecia, tenendo conto di tutto quello finora enunciato, sarà bene chiarire quali debbano essere gli obbiettivi, quali i procedimenti e chi debbano essere gli esecutori.

Grecia - immagine presa pressenza.com

Grecia – immagine presa da www.pressenza.com

Per coloro che aspirano a una grande Nazione Umana Universale, è logico pensare che il passo intermedio, le integrazioni regionali, sia quello giusto; si potrebbe così asserire che si debbano fare degli sforzi affinché l’Unione Europea non si sgretoli. Dobbiamo però anche domandarci se la costruzione europea è delle persone per le persone, o è una costruzione dei poteri economici per il loro beneficio privato. Oggi tutto indica che, quando la crisi arriva, la priorità non è la popolazione, ma le banche. Perciò se vogliamo cambiare gli obbiettivi, mettendo come priorità le persone, forse è il momento di riformulare tutto. Siccome è ovvio che la fuoriuscita della Grecia dalla Eurozona avrebbe conseguenze importanti e ci sarebbero difficoltà, di certo la scelta migliore sarebbe quella di risolvere la situazione, mantenendo la stabilità dell’UE. Affinché questo avvenga, le decisioni devono essere diverse. La BCE dovrebbe comportarsi come una Banca Centrale di un paese che ha come obiettivo lo sviluppo sociale, la crescita e il pieno impiego. La BCE dovrebbe dare anche precedenza alla spesa sociale, per alleviare la situazione delle persone, invece di preoccuparsi che l’inflazione non superi il 2% annuale, con l’obbiettivo di proteggere gli assetti finanziari. L’UE però non è fondata su ideali umanisti, ma al contrario su interessi economici di impronta neoliberista. Sarà quindi piuttosto difficile che possa cambiare le sue politiche.

In questo contesto, il governo greco dovrebbe chiedersi che direzione seguire. La priorità deve essere la gente; i tagli inumani non possono continuare e si dovrebbe provare a generare un avanzo di bilancio, che permetta di continuare a pagare i creditori. La restituzione dei debiti dovrebbe essere sospesa, almeno per  un periodo, per consentire al paese di recuperare, migliorare l’aspetto sociale e ridurre la disoccupazione. In questo modo si può dilazionare la ristrutturazione del debito, al fine di ripagarlo senza sacrificare la popolazione. Se all’UE importa la situazione della popolazione greca, non solo dovrebbe accettare questa decisione senza rappresaglie, ma dovrebbe anche appoggiare finanziariamente la Grecia per guidarla verso uno sviluppo. Siccome è molto difficile che gli esecutori di una politica di espansione emergano dalla Troika, sicuramente la Grecia dovrebbe lasciare l’Euro, per essere in grado di controllare la sua politica monetaria e avviare il recupero. I problemi che possono essere generati in una fase iniziale sarebbero socialmente meno d’impatto, rispetto a quanto la popolazione greca sta sperimentando. Certo è che molte questioni interne dovranno essere risolte, come la lotta contro la corruzione dei politici. Tutto questo per migliorare la qualità della vita della gente e non per arricchire gli speculatori.

Se l’UE non attiva una rivoluzione al proprio interno, modificando le politiche neoliberiste, si rischierà prima o poi che la Grecia e forse anche altri paesi escano dall’euro. Se dovesse succedere non si dovrà considerarla un arretramento dell’integrazione regionale, bensì un avanzamento verso altri paradigmi d’integrazione. Un’integrazione dove la priorità siano i popoli e non coloro che si sono a oggi convertiti nel loro principale nemico: le banche.

Guillermo Sullings

Traduzione dallo spagnolo di Paola Mola

Articolo preso da Pressenza