Posts by Roberto Innocenti

simbolo nonviolenza

Gli Umanisti si impegnano per il superamento della violenza sociale e personale nella società e lo fanno utilizzando la nonviolenza attiva come metodologia d’azione.

Per cominciare vedremo cosa intendiamo per “violenza”; poi prenderemo in esame la “nonviolenza attiva”; infine faremo alcune brevi considerazioni sulla situazione della violenza nel mondo di oggi.

Gli Umanisti considerano violenza ogni forma di negazione dell’intenzionalità dell’essere umano.

Infatti, secondo il pensiero di Mario Rodriguez Cobos (Silo) che ha dato origine all’Umanesimo Universalista, l’intenzionalità è il tratto distintivo dell’essere umano. La violenza si manifesta quando la sua libertà di scelta viene negata (potremmo dire che viene negata la sua umanità) attraverso forme più o meno larvate di coercizione.

L’azione degli Umanisti è diretta al superamento della violenza a cui è soggetto l’essere umano; la violenza verso le cose, la natura o gli animali non è oggetto prioritario della denuncia e dell’azione degli Umanisti, se non quando essa mette a repentaglio l’integrità e la qualità della vita umana. Pertanto anche l’impegno per la salvaguardia dell’ambiente, da sempre presente nell’azione umanista, è teso a tutelare la salute e la prosperità dell’essere umano e non è visto come un valore in sé. Ciò non significa che, ad esempio, un fenomeno quale il trattamento crudele degli animali ci lasci indifferenti, tutt’altro, ma non costituisce la nostra preoccupazione principale.

La violenza si presenta in molte forme differenti, non solo in quella più evidente dell’aggressione fisica, ma anche come violenza economica, religiosa, razziale, psicologica, sessuale, ecc. ed è sempre relazionata con un qualche tipo di discriminazione.

Ovunque possiamo osservare le manifestazioni della violenza, che si esercita per risolvere problemi o conseguire risultati desiderati, a costo di danneggiare e far soffrire un altro individuo, o un insieme di individui.

Le diverse forme di violenza possono agire nascondendo il proprio carattere e venire esercitate in modo dissimulato, ragione per la quale difficilmente sono identificate come tali; ma conducono sempre, in definitiva, all’assoggettamento dell’intenzione e della libertà umane.

Possiamo affermare che la violenza pervade tutti gli aspetti della vita sociale e personale, al punto che, come abbiamo detto, non la si riconosce neppure, se non quando si manifesta nella sua forma più evidente.

Infatti, chi discrimina gli altri a causa della religione, della razza, dell’orientamento sessuale non ritiene di essere violento. I tagli allo stato sociale, la riduzione dei diritti acquisiti, l’azione predatrice della finanza, la libertà delle imprese di licenziare i lavoratori o di abbassare i loro salari, lo svilimento della sovranità popolare, la manipolazione mediatica e i maltrattamenti psicologici all’interno della famiglia o dei gruppi umani non vengono normalmente considerati atti di violenza. Nel sentire comune, la vendetta è ampiamente giustificata; l’esclusione sociale è considerata una colpa o, nel migliore dei casi, la si attribuisce alla sfortuna, ma raramente viene vista come il risultato della violenza sociale.

La depressione, la solitudine, la paura del futuro, la rabbia e l’impotenza che covano all’interno delle persone e danno spesso luogo a esplosioni catartiche aggressive (verso gli altri o verso se stessi), il ricorso a droghe o psicofarmaci, l’abuso di alcol, sono anch’essi in relazione con la violenza che si subisce o che si esercita.

Che si esercita, sì. Perché l’esercizio della violenza non ha conseguenze distruttive soltanto su chi ne è vittima, ma anche su chi lo compie. Fare violenza a qualcun altro corrisponde a tradire profondamente se stessi, perché chi tratta gli altri come oggetti diventa anch’egli, in definitiva, un oggetto; imprigiona nel circolo vizioso della contraddizione tra ciò che si pensa, si sente e si fa, frantuma il proprio mondo interno e ne impedisce lo sviluppo armonioso, generando sofferenza e allontanando dal senso della vita.

Gli Umanisti si impegnano per superare la violenza sociale e quella personale; per trasformare radicalmente un sistema intriso di violenza a tutti i livelli. E per farlo non possono e non vogliono utilizzare a loro volta la violenza, perché altrimenti non farebbero altro che rialimentare proprio ciò che vorrebbero sconfiggere.

Allora la nonviolenza si presenta come l’unica forma di azione possibile, come la scelta intenzionale di opporsi alla violenza in sé e fuori di sé, come la sola metodologia autenticamente e profondamente rivoluzionaria.

In questo senso parliamo di nonviolenza attiva, una forma di azione che va oltre il non-esercizio della violenza e che aspira a superare la violenza in sé e nell’ambiente circostante.

Un atteggiamento etico e uno stile di vita, tanto più umano quanto più intenzionale, che richiede lo sforzo di liberarsi progressivamente dal condizionamento esercitato dal mondo sociale nel quale si è immersi.

La nonviolenza attiva coniuga la coerenza interna del pensare, sentire e agire nella stessa direzione, con la coerenza sociale di trattare gli altri nel modo in cui si vorrebbe essere trattati.

Implica il rifiuto e la denuncia di tutte le forme di violenza, l’azione per superarle a livello sociale e un attento e amabile lavoro su di sé per riconoscerle e trasformarle internamente.

Così come l’agire violento, anche quello nonviolento ha le sue conseguenze su chi lo mette in atto: una sensazione di accordo con se stessi, di crescita interna, di superamento, di connessione con gli altri, di futuro aperto, fino a scoprire che la vita ha un senso e che si può vivere in sintonia con esso.

Per terminare, uno spunto incoraggiante.

Uno studio condotto da Steven Pinker e pubblicato nel suo libro “Il declino della violenza” dimostra che la violenza fisica è in diminuzione in tutto il mondo. Nonostante noi abbiamo la percezione opposta, i dati indicano che la quantità di conflitti armati e morti in guerra, di esecuzioni capitali, tortura, riduzione in schiavitù e omicidi è in calo, e che potremmo trovarci in una delle epoche meno violente di tutta la storia umana.

Questo, ovviamente, si riferisce alla violenza fisica; ma abbiamo visto che esistono molte altre forme di violenza, meno brutali e per questo meno avvertite, quindi non dobbiamo ingannarci. Però trovo incoraggiante scoprire che perlomeno la forma più vistosa di violenza sia in declino.

Mi pare interessante anche il fatto che a tutti noi sembri, invece, di vivere in un mondo molto violento; perché la nostra percezione non corrisponde al vero?

Probabilmente perché le comunicazioni planetarie ci avvicinano a ciò che accade in tutto il mondo e perciò ci sentiamo coinvolti anche da tanti fatti violenti che si verificano molto lontano da noi. Consideriamo anche l’operato dei mass media, che non cessano di martellarci con la cronaca di delitti trasformati in spettacolo.

Ma oltre a questo, può essere che stia aumentando l’insofferenza delle persone verso la violenza e che per questo essa ci appaia ogni giorno meno tollerabile. Se così fosse, si starebbe sviluppando negli esseri umani un rifiuto della violenza che, se continuasse ad accentuarsi, potrebbe diventare ripugnanza, con le corrispondenti reazioni somatiche di disgusto. A quel punto potremmo parlare della nascita di una “configurazione di coscienza nonviolenta”, che potrebbe radicarsi nella società come una profonda conquista culturale e cambiare per sempre il tessuto psicosomatico e psicosociale dell’essere umano.

SINTESI

In un mondo dominato dalla violenza in tutti i campi della vita sociale, da quello economico a quello politico, da quello culturale a a quello delle relazioni interpersonali, l’unica possibilità per chi voglia cambiare le cose in profondità è quella di adottare la nonviolenza attiva come metodologia d’azione. Non si può utilizzare la violenza per combattere la violenza, perché così facendo non si farebbe altro che rialimentare proprio ciò che si vorrebbe sconfiggere. Inoltre l’esercizio della violenza ha come conseguenza diretta la disumanizzazione di chi la compie mentre, al contrario,  la pratica della nonviolenza attiva apre cammini di libertà e di coerenza interna per chi fa lo sforzo cosciente di superare la violenza in sé e fuori di sé.

Proprietà Partecipata dei Lavoratori

Nel video Vincenzo Barbarulli , del Partito Umanista, che all’interno del ciclo di incontri “Verso una Nazione Umana Universale”, illustra la Proprietà Partecipata dei Lavoratori all’interno del un Sistema Economico ad Economia Mista che sia oltre il capitalismo, ovvero un nuovo modello economico, sociale e politico degno di essere vissuto.

Ecco la descrizione degli argomenti dell’incontro:

“L’Economia Mista è un sistema poggiato sui pilastri di una democrazia reale e partecipativa, non su una democrazia formale in cui gli pseudo-rappresentanti del popolo non sono altro che soci e complici del potere economico.”

“In una democrazia partecipativa lo Stato non sarà un ente slegato dagli individui, ma diventerà una sorta di Stato Coordinatore, una specie d’intelligenza sociale che veglierà sugli interessi dell’insieme.”

“In un Sistema di Economia Mista lo Stato garantirà l’uguaglianza di opportunità, senza che la capacità economica sia sinonimo di potere sulle persone e senza che il benessere economico sia sinonimo di una sfrenata corsa consumista.”

Riprende diverse parti del libro “Oltre il capitalismo Economia Mista” di Guillermo Sullings, presentato in Italia , nella versione italiana, a fine 2014.

 

 

Nascita Di Una Nuova Civilta'

Secondo studi autorevoli, la crisi che il mondo sta attraversando corrisponde all’ultima fase di declino della civiltà occidentale, ormai divenuta planetaria.

L’umanità, che da sempre ha lottato per il superamento delle condizioni naturali, oggi ha potenzialmente risolto il problema della scarsità materiale; con la creazione della vita artificiale si avvia a raggiungere il traguardo dell’immortalità e con lo sviluppo dell’intelligenza artificiale potrebbe persino modificare i confini di ciò che chiamiamo “io” in favore di una qualche forma di coscienza collettiva.

È cominciata la transizione verso una nuova civiltà, che coinciderà con una trasformazione profonda della struttura della coscienza dell’essere umano, paragonabile a quella avvenuta con la scoperta del fuoco.

La sfida che dobbiamo affrontare è grande. Sulla base di quali valori e di quali aspirazioni nascerà la nuova civiltà? Le straordinarie potenzialità di questo momento storico saranno indirizzate allo sviluppo pieno e libero della vita umana o al suo assoggettamento?

Nascita Di Una Nuova Civilta'

Nascita Di Una Nuova Civilta’

Mercoledì 14.06 ore 18.30 incontro di approfondimento su Nascita Di Una Nuova Civilta’
Presso il Locale Umanista di Via Accademia,53 – MM Lambrate – Milano

 

Prossimo appuntamento ( ed ultimo)

28 giugno – Verso la nazione umana universale

Non è una conferenza, è un incontro di studio intorno ad un tavolo per un numero limitato di persone ( dato lo spazio).

Questo momento e’ dedicato a persone che sanno che è insostenibile la situazione economica,sociale e politica europea e di conseguenza anche italiana e vorrebbero capire veramente cosa potrebbe succedere e cosa poter fare di costruttivo per voltare pagina.

Foto di Diego Delso https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=8325741

L’euro, con la BCE e le sue regole che strangolano gli stati e distruggono le social-democrazie, ha provocato il declino dell’economia italiana, la disoccupazione, l’emigrazione dei giovani e l’aumento della povertà; ci ha obbligato a sottoporre le nostre Leggi di Bilancio al vaglio della Commissione Europea, trasformando il governo italiano in una semplice “autorità locale” e il nostro paese in una colonia.

Visto che le popolazioni europee, che patiscono la nostra stessa condizione, non potranno sopportare ancora per molto tempo tutto questo, possiamo concludere che l’istituzione “moneta unica europea”, chiamata “euro”, avrà vita breve.

Liberarsi dalle tirannie è sicuramente un fatto positivo. Certamente questa liberazione, poiché implicherà una sorte di scontro tra le oligarchie finanziarie e la popolazione, non sarà indolore; ma neppure sarà drammatica come le stesse oligarchie ci raccontano. Per questo è importante considerare insieme alcuni scenari possibili, andando al di là degli allarmismi e della manipolazione mediatica che circondano l’ipotesi della fine dell’euro.

La bibliografia e le fonti per la preparazione di questo momento di studio sono “L’Italia può farcela” ed il “Tramonto dell’Euro” di Alberto Bagnai, blog di Gennaro Zezza , Conferenze di Antonio Galloni ( pagina, conferenze), L’Eurocidio con prefazione di Antonio Galloni , blog di Luciano Barra Caracciolo ed altri.

5 aprile ore 18.30
Presso il Locale Umanista di Via Accademia,53 – MM Lambrate – Milano

Ecco la grande verità universale: il denaro è tutto. Il denaro è governo, è legge, è potere. E’, nel fondo, sopravvivenza. Ma è anche l’Arte,  la Filosofia, la Religione. Niente si fa senza denaro; niente si può senza denaro. Non ci sono rapporti personali senza denaro. Non c’è intimità senza denaro, e perfino una serena solitudine dipende dal denaro.
Ma il rapporto con questa “verità universale” è contraddittorio. La grande maggioranza della gente non vuole questo stato di cose. Ci troviamo allora di fronte alla tirannia del denaro. Una tirannia che non è astratta perché ha un nome, rappresentanti, esecutori e modi di procedere ben definiti.

estratto del capitolo “Il Grande Capitale” nella sezione “Sesta Lettera ai miei Amici” del libro “Lettere ai Miei Amici” di Silo (1993)

Tutta la nostra vita e la vita di miliardi di persone è pesantemente condizionata dal Denaro, ci raccontano la favola che non c’è ne abbastanza per avere sanità ed educazione di massimo livello e per tutti,una dignitosa casa, tempo libero, viaggiare, imparare ed altro, ovviamente è un’illusione…

Se continuiamo ad accettare come inconvertibile questa disuguaglianza crescente tra chi possiede immense ricchezze, risorse, proprietà e potere e chi come noi ha un futuro incerto anche solo per vivere dignitosamente, significa che evidentemente ancora il Denaro è un oggetto per noi imponderabile ed incomprensibile, un oggetto quasi magico, è arrivato il momento di osservarlo più da vicino….

  • Vedremo che cosa è stato il denaro nel corso della storia e metteremo in luce che cosa è diventato oggi e da chi dipende.
  • Rifletteremo sulle istituzioni che gestiscono la moneta e sul fondamentale ruolo che le democrazie dovrebbero avere in tale gestione.
  • Rifletteremo su che cosa dovrebbe diventare il denaro, per essere di aiuto a tutta la società.

Il Denaro come Bene Pubblico mer. 22.03 ore 18.30

Eventbrite - Il Denaro come Bene Pubblico

 Via Accademia,53 – MM Lambrate – Milano

La bibliografia per questo incontro si basa sul libro “Oltre il Capitalismo Economia Mista” di Guillermo Sullings con elementi di base presi anche da libro   l‘Enigma della Moneta di Massimo Amato, ed altri documenti.

Questo incontro è il primo di 8 incontri quindicinali organizzati il mercoledì alle ore 18.30 in Via Accademia,53 che ci guidano verso i passi che crediamo siano necessari per accompagnare la nascita di un nuovo mondo.

In un mondo che per la prima volta è completamente interconnesso, stiamo vivendo la crisi di un’intera civiltà. Ci troviamo a un crocevia storico e, mentre tutto sembra precipitare, avanza nelle persone, ma soprattutto nelle ultime generazioni, una nuova sensibilità, che riconosce l’importanza di trattare gli altri come si vorrebbe essere trattati e afferma che non ci sarà vero progresso se non sarà di tutti e per tutti. Ci sono le condizioni per la nascita di un mondo nuovo, della Nazione Umana Universale. La sua  realizzazione dipenderà dalle scelte che faranno gli esseri umani di oggi.

Verso una Nazione Umana Universale -Calendario Appuntamenti

Ecco il video dell’incontro informativo del 15 Novembre organizzato a Milano in cui abbiamo condiviso la nostra analisi relativa alla Revisione Costituzionale da cui sono scaturite le chiare ed evidenti Ragioni del NO.
Oltre che la visione del video suggerisco la lettura sia del post che dei riferimenti in esso contenuto per studiare la Revisione, tutti possiamo capirne l’impatto se dedichiamo un po’ di tempo allo studio del tema,
se abbiamo di meglio di fare che scegliere in quali condizioni vogliamo vivere,
allora non lamentiamoci delle nefaste conseguenze…

La Revisione della Costituzione chi ce lo chiede?

La modifica della Costituzione ce lo chiede io ministro tedesco Schlaube, quello che ha schiacciato al Grecia con lo stesso tono “riformista” con cui chiede di votare SI al referendun, ce lo chiede l’ambasciatore americano, la banca d’affari jp morgan.

Con la revisione costituzionale proposta si rende illeggibile in molte parti la nuova costituzione. La nostra costituzione fù invece redatta con periodi brevi comprensibili e senza rimandi ad altre norme.

I confini delle competenze di Stato e Regioni e Comuni grazie alle modifiche dell’Articolo 70 , si renderebbero molto più incerti e complicherebbe il rapporto tra Stato, Regioni e Comuni, e distruggendo di fatto l’autonomia dei livelli amministravi più decentrati.

Dall’articolo 70 al 73 e 77,relativi alla formazione delle leggi, sono diventati articoli prolissi, confusi, pieni di rimandi.

Da questo testo di analisi ufficiale pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n°88 del 15 aprile 2016 che confronta la Costituzione prima e dopo la cura, risulta evidente il grave impatto di questa invasiva metamorfosi costituzionale che impatta su 47 articoli della costituzione sul totale di 139.

Dal 1948 ad oggi ci sono state 16 leggi costituzionali , 3 tra il 1963 ed il 1989, 4 dal 1991 al 1999, 5 dal 2000 al 2007, e l’ultima nel 2012 con Monti.

Queste leggi hanno modificato solo alcuni articoli della costituzione, come peraltro dovrebbe essere, mentre la legge attuale ne modificherebbe ben 47 su 139 (dal 48 al 135) di cui è composta la Costituzione.

Modifica della Costituzione Economica

Continuità con la modifica della costituzione del 2012 (governo Monti)

Una prima grave modifica della costituzione è avvenuta tra il 2011 ed il 2012 sotto il governo Monti (che ricordiamo come non eletto dal popolo), che fu limitata a pochi articoli ma che ebbe grande impatto, come commentato in questo documento della camera che descrive le riforme costituzionali attuato dal governo Monti.

La costituzione economica viene stravolta con l’inserimento in costituzione del così detto “pareggio di bilancio” che ci fa passare da una costituzione economica “social-democratica” ad una costituzione economica “neo-liberista”; dove in pratica bisogna smantellare lo stato sociale e privatizzare tutto.

Da notare nelle discussioni dei padri costituenti il liberismo era considerato un esperimento fallito ed impresentabile già negli anni ’40! Ed è semplicemente grottesco che nel 2012 ce lo hanno iniettato direttamente nella costituzione; tra l’altro spacciato come la cura di un male che lo stesso neo-liberismo ha già sedimentato e distorto, attaccando per 30 anni la nostra costituzione economica.

Nel dettaglio, nel 2012 vengono modificati gli articoli 41,81, 97,117,118,119. Qui, trovate degli approfondimenti rispettoall’introduzione del pareggio di bilancio in costituzione.Oltre al pareggio di bilancio è stato accentrato il potere nello mani dello Stato rispetto alle regioni, province e comuni; infine è stata riformata la magistratura.

Nell’attuale revisione costituzionale l’articolo 117 viene riscritto ancora, allungandolo ulteriormente.

Venendo ad oggi (governo Renzi), l’attuale disegno di modifica della costituzione trasforma moltissimi articoli della costituzione, è di fatto contiguo a quello del governo Monti; ma per molti aspetti anche ben peggiore.

Alcuni punti di impatto

Vediamo alcuni punti salienti che sono riuscito ad individuare.Sicuramente,ce ne sono molti altri che i mandanti (ESSI) di questa modifica costituzionale hanno sicuramente…. molto più chiaro di me. 😀

  1. Il potere viene concentrato nella Camera dei Deputati, Il Senato (non più eletto dal popolo) ha poteri limitati
  2. Il Consiglio Nazionale del Lavoro viene Cancellato

Una piccola digressione su questo organo: è composto dai rappresentanti delle categorie produttive del Paese, è un organo di consulenza delle camere e del Governo; ha anche iniziativa legislativa economica e sociale.

Ecco come è composto il CNEL:

  • 10 esperti , qualificati esponenti della cultura economica, sociale e giuridica, dei quali 8 nominati dal Presidente della Repubblica e 2 proposti dal Presidente del Consiglio dei Ministri
  • 48 rappresentanti delle categorie produttive:22 in rappresentanza del lavoro dipendente, di cui 3 dirigenti e quadri pubblici e privati9 lavoro autonomo17 imprese

    6 associazioni di promozione sociale e delle organizzazioni del volontariato, dei quali, 3 designati dall’Osservatorio nazionale dell’associazionismo e 3 designati dall’Osservatorio nazionale per il volontariato.

Quindi verrebbe eliminata ogni forma di rappresentanza, nonché di influenza del tessuto produttivo e sociale, nell’elaborazione delle leggi economiche e sociali.

3.Nella costituzione originale non c’erano riferimenti espliciti al trattato internazionale dell’Unione Europa; si parlava di generici trattati internazionali, con questa modifica viene privilegiato il trattato dell’Unione Europea, gli viene data incidenza nella costituzione stessa, snaturando l’articolo 11 della costituzione che recita:

L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

Perché snatura l’articolo 11? La costituzione promuove e favorisce le organizzazioni internazionali che assicurano la pace e la giustizia fra le Nazioni e in condizioni di parità con gli altri Stati; però non si vincola (la costituzione) a prescindere ad una organizzazione in particolare, sia essa l’ONU o l’Unione Europea od il TTIP od altri trattati ed organizzazioni.

La costituzione può promuovere e può auto-limitare la sovranità solo fintanto che ne verifichi la funzione di mantenere la pace e la giustizia ed in condizioni di parità con gli altri Stati.

Per esempio, un tempo si credeva che i trattati dell’Unione Europea avrebbero potuto mantenere pace, giustizia e condizioni di parità tra gli Stati.

Ma ad oggi l’Unione Europea, sta forse svolgendo la funzione di giustizia e di condizioni di parità tra i vari Stati dell’Unione?

Sempre ad esempio tra Grecia e Germania esiste una condizione di parità e giustizia? (giusto per riferirmi ad un caso di ingiustizia e disparità noto a tutti).

Per cui vincolare la costituzione italiana e lo Stato Italiano ad una organizzazione internazionale in particolare non è compatibile con l’art.11; in più direi che di fatto l’Unione Europea non risponde ai requisti dell’Art.11

 

Art. 68 Immunità Parlamentare, viene goduta dai Senatori, in questo modo diversi consiglieri regionali indagati o rinviati a giudizio potrebbero rimanere immuni.

Art.67 Viene tolto che I membri del Parlamento rappresentano la Nazione
4. Nell’art.116 tolgono l’autonomia alle regioni, comuni, province e altre forme associative (come le comunità montane e quant’altro) . In passato non erano autonome (regioni,comuni, province ed altre forme associative) per quanto riguardava pace e giustizia. Con le nuove modifiche, non avranno autonomia anche riguardo alle politiche sociali, alle politiche attive del lavoro, all’istruzione, al commercio estero (chissà su quali standard di alto livello vogliono allineare tutti comuni, province e regioni d’Italia…)

5. Aggiungono il (folle) pareggio di bilancio anche alle regioni e comuni (pensate che se estendessero il pareggio di bilancio alle famiglie, nessuno potrebbe più fare un mutuo per la casa!)

6. Art.117 Titolo V a proposito di Autonomia , 21 materie dello Stato , tra cui salute,politiche sociali, produzione e trasporto energia, infrastrutture strategiche e grandi reti di strasporto, navigazione e trasporto. Grandi Opere come il Tav, Stretto di Messina, Muos od altre opere potranno essere imposte senza che gli abitanti dei territori Comunali e Regionali possano fare valere le proprie ragioni e necessità.

Stato e Regioni hanno podestà legislativa vincolata dall’ordinamento europeo (vedi punto 3 )

7. Art 117 Si promuove la concorrenza (ipocritamente tanto cara al neo-liberismo, in realtà si spogliano delle difese le piccole realtà produttive e le si fa combattere direttamente senza tutele con i giganti multinazionali e finanziari)

8. Art 117 Si esplicita la Previdenza Complementare integrativa (le pensioni da miseria creano mercato per la previdenza privata)

9. Art 120 Il Governo si sostituisce alle Regioni, alle Città metropolitane, Comuni in caso di dissesto finanziario (prima le direttive europee e poi recepite dal Governo hanno creato il dissesto dei Comuni, che il Governo usa per imporgli le proprie scelte….ciao ciao democrazia!)

10.Art.134 Corte costituzionale un terzo eletta alla Camera + Senato (non eletto); ne deriva maggiore influenza della maggioranza (eletta con il premio di maggioranza) sulla Corte costituzionale

Art.78 Stato di Guerra deliberato solo dalla Camera e non dal Senato

11. Art. 71 Aumento da 50.000 a 150.000 firme per Proposte di Legge di Iniziativa Popolare (altro “ciao ciao” alla democrazia!)

12. Art.83 Elezioni presidente della repubblica votato solo da Senato e Camera (non più da delegati regionali) con maggioranze non assolute e con meno votazioni (più facile piazzare il presidente che vuole la maggioranza, che bello…)

Art.59 non c’è più il limite a 5 senatori eletti dal Presidente della Repubblica

13. I Senatori (non eletti dal popolo) saranno 75 provenienti dalle regioni, 21 sindaci e 5 nominati dal presidente della Repubblica.

2 seggi la provincia di Bolzano,la provincia di Trento ,Valle d’Aosta, Liguria, Umbria, Marche,Abruzzo,Molise,Basilicata,

3 seggi Sardegna e Calabria,

5 seggi Toscana

6 seggi Emilia Romagna,Puglia

7 seggi Piemonte, Veneto, Sicialia

9 seggi Campania

14 seggi Lombardia

14. Art.75 Referendum a due velocità: per chi riesce ad arrivare a raccogliere 500.000 firme c’è quorum sui gli aventi diretto al voto; per chi invece riesce (addirittura) a superare le 800.000 quorum solo sul numero dei votanti alle ultime elezioni per la camera (mica male per chi dispone dei mass media far passare i propri referendum con meno votanti… furbi i ragazzi!!)

Roberto Innocenti

Biligrafia:

“La Costituzione nella Palude” dicembre 2015 di Luciano Barra Carraciolo

“Introduzione alla Costituzione”(1986) di A.Baldassare e C.Mezzanotte

Raffronto tra il testo vigente della Costituzione  ed il disegno di legge di riforma costituzionale, redatto dal Servizio Studi del Dipartimento Istituzioni della Camera.

Referendum costituzionale, la “legge oscura” che può diventare la nuova Carta: rigonfia di parole e di frasi infinite Fatto Quotidiano

Sito Referendum Costituzionale

Sito Io voto No 10 ragioni per il NO

https://it.wikipedia.org/wiki/Riforma_costituzionale_Renzi-Boschi#/media/File:2011_Italian_referendums.jpg

https://it.wikipedia.org/wiki/Riforma_costituzionale_Renzi-Boschi#/media/File:2011_Italian_referendums.jpg

Nel mese di agosto, al Campeggio Umanista, ho organizzato un incontro di approfondimento dell’imminente  referendum costituzionale.

Durante gli ultimi mesi ho studiato il libro “La Costituzione nella Palude”(uscito a dicembre 2015) di Luciano Barra Carraciolo; poi ho ristudiato il libro “Introduzione alla Costituzione”(1986) di A.Baldassare e C.Mezzanotte per le Scuole Superiori (di cui non mi ricordavo nulla). Inoltre,  ho studiato il  Raffronto tra il testo vigente della Costituzione  ed il disegno di legge di riforma costituzionale redatto dal Servizio Studi del Dipartimento Istituzioni della Camera. Infine, per non farmi mancare niente, ho letto vari articoli e schemi di analisi sullo stesso argomento.

Dopo questi miei “umili” studi, ho elaborato da solo gli argomenti. Successivamente, ho esposto la mia analisi durante un incontro con alcuni amici, cosa la quale mi è stata molto utile. Quindi, ringrazio i vari interventi ed integrazioni di altri amici, senza i quali il lavoro non sarebbe stato così facile. Da tutto questo, ne sono usciti fuori alcuni appunti dell’incontro realizzato che vi trascrivo di seguito.

Nella mia analisi non mi dilungherò su ciò che è stato già approfondito in molti altri articoli pubblicati dove analizzano la riscrittura della costituzione che opera tale riforma costituzionale la rende illeggibile in molte parti, demolendo uno degli aspetti di eccellenza della nostra costituzione. Cioè, avere periodi brevi comprensibili e senza rimandi ad altre norme. In molti altri articoli, ad esempio, si trova (giustamente) la critica del fatto che dividendo la nuova costituzione le competenze tra regioni, stato e comuni, si rende molto più conflittivo e complicato il rapporto tra Stato, Regioni e Comuni, distruggendo di fatto l’autonomia dei livelli amministravi più decentrati.

Da questo testo di analisi ufficiale pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n°88 del 15 aprile 2016 che confronta la Costituzione prima e dopo la cura,  risulta evidente il grave impatto di questa invasiva metamorfosi costituzionale. Cerchiamo di farne una sintesi, anche se consiglio a tutti la lettura della stesso; dato che ne va della vita nostra e dei nostri figli, nipoti e di tutta la popolazione!

Continuità con la modifica della costituzione del 2012 (governo Monti)

Una prima grave modifica della costituzione è avvenuta tra il 2011 ed il 2012 sotto il governo Monti (che ricordiamo come non eletto dal popolo), che fu limitata a pochi articoli ma che ebbe grande impatto, come commentato in questo documento della camera che descrive le riforme costituzionali attuato dal governo Monti.

La costituzione economia (a proposito…sapevate dell’esistenza di una costituzione economica? ) viene stravolta con l’inserimento in costituzione del così detto “pareggio di bilancio” che ci fa passare da una costituzione economica “social democratica” ad una costituzione economica “neo-liberista”;  dove in pratica bisogna smantellare lo stato sociale e privatizzare tutto.

Da notare nelle discussioni dei padri costituenti il liberismo era considerato un esperimento fallito ed impresentabile già negli anni ’40!  Ed è semplicemente grottesco che nel 2012 ce lo iniettano nella costituzione; tra l’altro spacciato come la cura di un male che lo stesso neo-liberismo ha già sedimentato e distorto, attaccando per 30 anni la nostra costituzione economica.

Nel dettaglio, nel 2012 vengono modificati gli articoli 41,81, 97,117,118,119.  Qui, trovate degli approfondimenti rispetto all’introduzione del pareggio di bilancio in costituzione. Oltre al pareggio di bilancio è stato accentrato il potere nello mani dello Stato rispetto alle regioni, province e comuni; infine è stata riformata la magistratura.

Venendo ad oggi (governo Renzi), l’attuale disegno di modifica della costituzione trasforma moltissimi articoli della costituzione, è di fatto contiguo a quello del governo Monti; ma per molti aspetti anche ben peggiore.

Alcuni punti di impatto

Vediamo alcuni punti salienti che sono riuscito ad individuare. Sicuramente, ce ne sono molti altri che i mandanti (ESSI) di questa modifica costituzionale hanno sicuramente…. molto più chiaro di me. 😀

  1. Il potere viene concentrato nella Camera dei Deputati, Il Senato (non più eletto dal popolo) ha poteri limitati
  2. Il Consiglio Nazionale del Lavoro viene Cancellato

Una piccola digressione su questo organo: è composto dai rappresentanti delle categorie produttive del Paese, è un organo di consulenza delle camere e del Governo; ha anche iniziativa legislativa economica e sociale.

Tra l’altro, io non sapevo nemmeno dell’esistenza dello stesso (se non si conosce i propri diritti… questi ultimi non esistono!!); qui trovate un approfondimento su come è composto.

  • Dieci esperti, qualificati esponenti della cultura economica, sociale e giuridica, dei quali otto nominati dal Presidente della Repubblica e due proposti dal Presidente del Consiglio dei Ministri
  • Quarantotto rappresentanti delle categorie produttive, dei quali ventidue in rappresentanza del lavoro dipendente, di cui tre in rappresentanza dei dirigenti e quadri pubblici e privati, nove in rappresentanza del lavoro autonomo e diciassette in rappresentanza delle imprese
  • Sei in rappresentanza delle associazioni di promozione sociale e delle organizzazioni del volontariato, dei quali, rispettivamente, tre designati dall’Osservatorio nazionale dell’associazionismo e tre designati dall’Osservatorio nazionale per il volontariato.

Quindi verrebbe eliminata ogni forma di rappresentanza, nonché di influenza del tessuto produttivo e sociale, nell’elaborazione delle leggi economiche e sociali.

3. Nella costituzione originale non c’erano riferimenti espliciti al trattato internazionale dell’Unione Europa; si parlava di generici trattati internazionali, con questa modifica viene privilegiato il trattato dell’Unione Europea, gli viene data incidenza nella costituzione stessa, snaturando l’articolo 11 della costituzione che recita:

L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

Perché snatura l’articolo 11? La costituzione promuove e favorisce le organizzazioni internazionali che assicurano la pace e la giustizia fra le Nazioni e in condizioni di parità con gli altri Stati; però non si vincola (la costituzione) a prescindere ad una organizzazione in particolare, sia essa l’ONU o l’Unione Europea od il TTIP od altri trattati ed organizzazioni.

La costituzione può promuovere e può auto-limitare la sovranità solo fintanto che ne verifichi la funzione di mantenere la pace e la giustizia ed in condizioni di parità con gli altri Stati.

Per esempio, un tempo si credeva che i trattati dell’Unione Europea avrebbero potuto mantenere pace, giustizia e condizioni di parità tra gli Stati. Ma ad oggi  l’Unione Europea, sta forse svolgendo la funzione di giustizia e di condizioni di parità tra i vari Stati dell’Unione? Sempre ad esempio tra Grecia e Germania esiste una condizione di parità e giustizia? (giusto per riferirmi ad un caso di ingiustizia e disparità noto a tutti).

Per cui vincolare la costituzione italiana e lo Stato Italiano ad una organizzazione internazionale in particolare non è compatibile con l’art.11; in più direi che di fatto l’Unione Europea non risponde ai requisti dell’Art.11

4. Nell’art.116 tolgono l’autonomia alle regioni, comuni, province e altre forme associative (come le comunità montane e quant’altro) . In passato non erano autonome (regioni,comuni, province ed altre forme associative) per quanto riguardava pace e giustizia. Con le nuove modifiche, non avranno autonomia anche riguardo alle politiche sociali, alle politiche attive del lavoro, all’istruzione, al commercio estero (chissà su quali standard di alto livello vogliono allineare tutti comuni, province e regioni d’Italia…)

5. Aggiungono il (folle) pareggio di bilancio anche alle regioni e comuni (pensate che se estendessero il pareggio di bilancio alle famiglie, nessuno potrebbe più fare un mutuo per la casa!)

6. Art.117 Stato e Regioni hanno podestà legislativa vincolata dall’ordinamento europeo (vedi punto 3)

7. Art 117 Si promuove la concorrenza (ipocritamente tanto cara al neo-liberismo, in realtà si spogliano delle difese le piccole realtà produttive e le si fa combattere direttamente senza tutele con i giganti multinazionali e finanziari)

8. Art 117 Si esplicita la Previdenza Complementare integrativa (le pensioni da miseria creano mercato per la previdenza privata)

9. Art 120 Il Governo si sostituisce alle Regioni, alle Città metropolitane, Comuni in caso di dissesto finanziario (prima le direttive europee e poi recepite dal Governo hanno creato il dissesto dei Comuni, che il Governo usa per imporgli le proprie scelte….ciao ciao democrazia!)

10.Art.134 Corte costituzionale un terzo eletta dalla Camera + Senato (non eletto); ne deriva maggiore influenza della maggioranza (eletta con il premio di maggioranza) sulla Corte costituzionale

11. Aumento da 50.000 a 150.000 firme per Proposte di Legge di Iniziativa Popolare (altro “ciao ciao” alla democrazia!)

12. Art.83 Elezioni presidente della repubblica con maggioranze non assolute e con meno votazioni (più facile piazzare il presidente che vuole la maggioranza, che bello…)

13. I Senatori (non eletti dal popolo) per regione saranno minimo 2 invece che 7, meno le province di Bolzano e Trento che avranno 2 senatori a testa, quanto le Regioni più popolate

14. Referendum a due velocità: per chi riesce ad arrivare a raccogliere 500.000 firme c’è quorum sui gli aventi diretto al voto; per chi invece riesce (addirittura) a superare le 800.000 quorum solo sul numero dei votanti alle ultime elezioni per la camera (mica male per chi dispone dei mass media far passare i propri referendum come meno votanti… furbi i ragazzi!!)

Pubblico questa prima versione dove sicuramente ho dimenticato vari interventi preziosi che i presenti spero mi aiuteranno a ricostruire nei prossimi giorni.

Roberto Innocenti

Pubblico il video della prima parte dell’incontro ECONOMIA per una società oltre il CAPITALESIMO che abbiamo organizzato il 26 Maggio 2016 vicino a Rozzano(MI) , in particolare a Fizzonasco di Pieve Emanuele (MI)

Sotto il video trovate i temi trattati nell’incontro.

Ma il Denaro da chi dipende?

Tutto e tutti sembra dipendano dal denaro, ma il denaro da chi dipende?

Stecche denaro
COSA E’ IL DENARO?

Cosa è stato il denaro?

Mezzo di scambio
promessa di merci
moltiplicato dalle banche
Ha dato potere
Ha diviso società e famiglie.

 

 

 

Se il denaro circolante è poco:aziende chiudono non hanno liquidità per per produrre e rispondere alla domanda
famiglie hanno bisogno di un servizio e prodotto ma non hanno liquidità per pagarselo
lavoratori sono disponibili a lavorare, c’è bisogno di loro ma non ce liquidità per pagarli

Denaro come “valore di riserva”

Cresce il valore di riserva quando non c’è ne per fare gli scambi.

Con denaro accumulato non c’è garanzia futura di potere ottenere beni e servizi di altri.

ValoreRiserva1

Denaro riserva od unità di misura?

Il denaro serve come unità misura per lo scambio
Viene usato come riserva di valore se è molto richiesto per produrre e consumare.

Se una riserva di metallo prezioso o valuta bruciassero?
Cambierebbe qualcosa all’economia se nessun sapesse che sono bruciate?

Il denaro non è un oggetto, non esiste, quella che esiste è la fiducia
Che il proprio lavoro potrà essere scambiato con il frutto del lavoro di altri,
[aspirazione] in uno scambio equo e ragionevole.

mano nella mano

Chi deve curare la fiducia che la società ripone nel denaro?

La fiducia pubblica deve rimanere nelle mani dei banchieri,dei finanziatori o degli speculatori?
La fiducia è responsabilità della società organizzata (meglio se in democrazia reale)
Nessun privato deve gestire la liquidità di un intero popolo
Lo Stato Coordinatore, in democrazia diretta ha il diritto di gestire il denaro perché è la massima espressione del volere del popolo.

Il Denaro pubblico (la circolazione)

non e’ una merce, e’ il mezzo di scambio, la sua circolazione non può essere arbitrio di pochi
Il denaro quindi è un bene pubblico,

Limitare la banca privata 

Vuole essere l’unica a gestire la liquidità dei mercati per incrementare il proprio lucro
Vuole essere l’unica a gestire i servizi pubblici ( privatizzandoli)
Lo strumento finanziario è una chiave nella gestione dell’economia, la Banca Internazionale lo sa e l’ha utilizzato per arricchirsi prima e per controllare le nazioni dopo.
Perché dovremmo lasciare in mano alle banche private la gestione della liquidità necessaria all’apparato produttivo per il suo sviluppo, se questo implica il lavoro e il sostentamento per tutto il popolo?

Economia per una società oltre il Capitalesimo
E’ dal Maggio 2014 che cerco di organizzare a Rozzano(MI) la presentazione del Libro “Oltre il Capitalismo Economia Mista”,  è un testo tanto fondamentale per aprire lo sguardo alla disperazione delle persone per il fallimento di questo sistema socio-economico, tanto fondamentale che i politici di Rozzano(MI) con cui ho avuto a che fare mi hanno nei migliori dei casi fatto perdere un sacco di tempo , appunto 2 anni.
E’ incredibile come anche nelle amministrazioni di piccole città come Rozzano, non si rendano conto della gravità della situazione in cui versa la gente e non sentano questa sete di trovare nuove strade, di trovare soluzioni per fare uscire le persone da un vicolo cieco, converrebbe anche a loro, ma non si rendono conto…
Economia per una società oltre il Capitalesimo

Economia per una società oltre il Capitalesimo

Terminato il mio sfogo, sono molto contento di invitarvi a questa breve presentazione che farò dei concetti del libro di Sullings , e dei nuovi paradigmi democratici ed economici che il Nuovo Umanesimo ha in gestazione da alcuni decenni.
Ringrazio per la collaborazione diversi persone,  attivisti del Movimento Umanista, alcune persone di Pieve Emanuele, di Zibido, di Basiglio e di Rozzano (alcune di loro impegnate politicamente da anni) che senza di loro questo evento non avrebbe potuto esistere, ringrazio anche Beat Scuola d’Arte per averci reso disponibile il luogo dove avrà luogo la presentazione.
Farò una presentazione molto densa e sintetica del libro della durata di circa un’ora, ci sarà un’altra ora per rispondere alle domande, ovviamente offrirò a  tutte le persone presenti ed interessate altri incontri di studio e approfondimento.
Come i lettori di questo blog sanno è dal 2012 che stiamo organizzato incontri a Milano di presentazione del libro “Oltre il Capitalismo Economia Mista”, culminati nel 2014 con la traduzione del libro in Italiano e la presentazione con l’autore Guillermo Sullings a Roma, Prato, Torino e Milano.
Qualcuno mi ha chiesto perché nel titolo dell’evento uso il termine Capitalesimo e non Capitalismo… Semplicemente perchè nel libro di Sullings già e chiaro che il Capitalismo è diventato Capitalesimo che è diciamo la fase di decadenza dello stesso, per cui il libro parla di cosa fare durante e dopo la decadenza…
Ecco un citazione relativa al termine Capitalesimo
Il capitalismo sta diventando «Capitalesimo», un sistema capillare e inesorabile di controllo assoluto su un territorio frammentato, una sorta di Sacro Romano Impero della finanza, coi suoi feudatari sempre più potenti, i suoi marchesi, i suoi baroni, i vassalli, i valvassori e la sua plebe sterminata, sempre più povera.
Quindi siete invitati a questa presentazione il Giovedì 26 Maggio ore 20.30 a Fizzonasco (Pieve Emanuele) in Viale Campania 101 presso  BEAT Scuola d’Arte Teatro Cinema Musica Danza.

“L’Economia Mista è un sistema poggiato sui pilastri di una democrazia reale e partecipativa, non su una democrazia formale in cui gli pseudo-rappresentanti del popolo non sono altro che soci e complici del potere economico.”

“In una democrazia partecipativa lo Stato non sarà un ente slegato dagli individui, ma diventerà una sorta di Stato Coordinatore, una specie d’intelligenza sociale che veglierà sugli interessi dell’insieme.”

“In un Sistema di Economia Mista lo Stato garantirà l’uguaglianza di opportunità, senza che la capacità economica sia sinonimo di potere sulle persone e senza che il benessere economico sia sinonimo di una sfrenata corsa consumista.”

la sfida democrazia della diretta 19 Marzo 2016 Milano

Nel 2012 siamo stati parte attiva nell’organizzazione del Workshop sulla Democrazia Diretta , fu un workshop intensivo con moltissimi relatori spaziando dall’economia alla democrazia.

la Sfida della democrazia diretta

Il prossimo sabato 19 Marzo 2016 siamo tra gli organizzatori di un nuovo workshop intitolato “La Sfida della Democrazia Diretta” , è un workshop unicamente sul tema democrazia diretta.

E’ un workshop per approfondire le difficoltà pratiche per arrivare alla democrazia diretta per e conoscere gli strumenti giuridici ed organizzativi per avanzare concretamente in tale direzione.

Ma cercheremo di sviscerare quali sono i rischi e le sfide culturali che accompagnano la democrazia diretta. Quali sono le nostre riserve interiori e cercheremo di tracciare un rapporto tra l’evoluzione della coscienza umana e la forma organizzativa e sociale che le corrisponde e che ci attende in tempi indefinibili.

Viviamo in un momento di grande crisi della democrazia puramente rappresentativa, tanto che questa viene ormai definita come un’epoca post-democratica.

Contemporaneamente, però, nella base sociale si avverte un grande fermento e cresce la spinta verso forme nuove di democrazia partecipativa e diretta.

Rinnovare le forme della democrazia rappresentativa e coniugarle con quelle della democrazia diretta potrebbe portare alla nascita un nuovo modello organizzativo – il primo davvero democratico – adeguato al XXI secolo.

sabato 19 marzo 2016 alle ore 15.00
sala Sole Luna – via Ulisse Dini 7, Milano

Per prenotare il proprio posto

 

Un breve clip del workshop del 2012