La Corte costituzionale dice “no” alla privatizzazione dell’acqua: vale il referendum

domenica, luglio 22, 2012

I giudici hanno dichiarato illegittimo l’articolo 4 della Finanziaria-bis del 2011, nel quale si disponeva la privatizzazione dei servizi pubblici da parte degli enti locali. Tra questi anche i servizi idrici su cui, mesi prima, c’era stato il referendum che aveva dato il medesimo responso sancito ora dalla Consulta. Nel motivare la decisione la Consulta ha stabilito che l’illegittimità della norma “contestata” deriva dalla violazione dell’articolo 75 della Costituzione, che vieta il ripristino di una normativa abrogata dalla volontà popolare attraverso referendum. In particolare, i giudici costituzionali rilevano che quell’articolo ripropone nella sostanza la vecchia norma che il referendum voleva cancellare e anzi la restringe e la peggiora.

Il Partito Umanista, che ha fatto parte fin dall’inizio della loro formazione dei comitati referendari sparsi sul territorio per l’acqua bene comune, si aggiunge alla soddisfazione di tutti i movimenti contrari all’ipotesi di privatizzazione dell’acqua da parte degli Enti locali.

Il segretario generale del Partito Umanista, Tony Manigrasso commenta così la notizia: “Fortunatamente la Corte Costituzionale non si è ancora sottomessa ai grandi gruppi industriali che vorrebbero impossessarsi dei beni comuni in Italia ed ha riconosciuto illegittimo l’intervento di Berlusconi. Bisogna mantenere alta l’attenzione poichè credo che i poteri forti non si arrenderanno facilmente.”

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