L’insostenibilità del libero mercato

mercoledì, luglio 30, 2014

Le utopie svolgono una funzione di orientare comportamenti, dare una direzione, aiutano a mettere delle priorità e in base ad esse elaborare una strategia…

Chimera del libero Mercato

Chimera del libero Mercato

Ci sono utopie assolutamente irrealizzabili e distruttive ed altre realizzabili (non realizzate nel breve) e costruttive.

L’utopia del “libero mercato” è una di quelle utopie irrealizzabili e distruttive sia per la minoranza che ne trae dei vantaggi immediati e sia per la maggioranza che viene derubata e vessata.

Il “debito estero” di uno Stato è l’elemento chiave dell’irrealizzabilità del libero mercato, senza regole, senza intervento dello Stato ( noi preferiamo uno Stato in democrazia reale con il potere decentrato verso i Comuni) inevitabilmente la popolazione andrà a comperare i prodotti che costano meno e se tutti questi prodotti sono esteri a breve quello Stato fallirà e con esso lo Stato Sociale…

Prendiamo l’esempio di due città Stato, dove nella città Itala producono il 95% di quello di cui hanno bisogno e nella città Germana producono anch’essi il 95% di quello che hanno bisogno, nella città Germana dove alcuni facoltosi decidono di vendere i loro prodotti alla città Itala  ( magari con l’obbiettivo di assorbire parte delle delle ricchezze di Itala). Per fare questo inventano diversi espedienti tra cui:  togliere i dazi di importazione per ambe due le città sapendo già in anticipo che potranno fare prezzi migliori. Per ottenere i prezzi migliori tra i vari stratagemmi oltre a quelli monetari obbligano i loro cittadini a ricevere meno compensi per il lavoro svolto nelle fabbriche dei facoltosi. Al che gli abitanti di Itala che si credono furbi smettono di comperare i prodotti di Itala che dava lavoro a tutti gli abitanti , vedendo solo il vantaggi immediato di comperare di più con gli stessi soldi ….

Dopo alcuni anni tutte le attività di Itala sono fallite in quanto nessuno più ad Itala comperava prodotti di Itala… Tutti si impoverirono, la città di Itala non riusciva più a occuparsi della qualità della vita della città perchè la gente non poteva più pagare le tasse…Moltissimi dovettero emigrare e non sempre ben accetti, allontanarsi forzatamente e dalla propria terra sinché Itala scomparve… Poco dopo scomparve anche Germana perché la gente era stremata nel lavorare in condizioni di così tanto sfruttamento ed in più dopo che Itala era fallita Germana non riusciva a vendere più nulla e i salari erano talmente bassi che la gente della città comperava pochissime cose del luogo e di li a poco molti emigrarono e Germana scomparì…

In questo semplice racconto risulta chiaro ché se gli abitanti di Itala e di Germana non decidono nulla sulle regole per gli scambi e decidono solo alcuni facoltosi la conseguenza è che la vita diventerà insostenibile per tutti… Nel racconto non abbiamo esplicitato che per un certo periodo Itala per sopravvivere fece un certo debito estero che ad un certo punto però non poteva dilatarsi all’infinito anche se i facoltosi di Germana avrebbero voluto da una parte guadagnare sugli interessi sul credito verso Itala e contemporaneamente sulle vendite del loro prodotti, cosa ovviamente impossibile…

Come già ampiamente approfondito nel post Liberiamoci dal “Libero Mercato” obbligato  abbiamo dimostrato come la libertà del mercato è quella del più forte di fare quello che vuole dei più deboli. Ed ovviamente per l’ordoliberismo il più forte deve essere un ristretto numero di persone legati alla finanza speculativa e alle grosse concentrazioni di capitali privati, in altre epoche il più forte era lo Stato Nazionale, che almeno aveva qualche vincolo democratico.

Così che l’Unione Europea e l’Euro sono uno strumento del capitale finanziario, come il WTO, come il TTIP , tutti strumenti che servono per cancellare il potere delle democrazie in onore al potere dei grande capitale internazionale che vince anche sulle leggi degli Stati, proclamandosi una sorta di super-stato parallelo.

Torniamo al tema dell’irrealizzabilità e distruttività del “libero mercato”.

Come abbiamo visto uno Stato non può comperare tutte le merci e servizi dagli altri Stati anche se risultasse più conveniente in quanto questo provoca la chiusura di tutte le proprie unità produttive sul territorio e collasso dell’economia e di tutto lo Stato Sociale. E’ abbastanza semplice da capire… Eppure la Germania che cerca di fare comprare agli altri Stati qualsiasi cosa che essa produce, ed evita il più possibile di importare, sembra non curarsi di questo triste destino riservato agli altri, anzi vede come virtuosa la creazione di debito (da parte degli altri Stati) che essa inevitabilmente produce volendo essere esso una grande creditore. Se non esiste nessuna protezione per gli altri Paesi a questa guerra economica e si lascia fare tutto alla “leggi del mercato”, ovvero a chi è più furbo e bastardo verso gli altri, sappiamo con certezza che la situazione diventa insostenibile, come già infatti lo è.

Se un Paese non si auto-organizza e auto-determina sparisce, se la popolazione di tale Paese non è in grado di procurarsi da vivere, di educarsi, di curarsi, convivere costruttivamente. Lo Stato ( noi ce lo immaginiamo decentrato e coordinatore) è la forma di organizzazione sociale ,politica ed economica di un Paese, è la forma organizzativa che un Paese si è dato per curarsi di se stesso e magari anche per essere ospitale con i vicini. Disarticolare lo Stato e lasciare che solo chi specula e fa profitti possa muoversi e fare i suoi interessi significa che dove il mercato non fa profitto, la gente ha i sui diritti e bisogni inascoltati e rapidamente si torna all’età della pietra e alle barbarie. Si perché gli ordoliberisti e i neoliberisti vogliono che il mercato abbia potere arbitrario anche verso interi Paesi e le necessità di intere popolazioni il che significa quello che sta succedendo ovvero: tagli alla sanità, all’educazione, disoccupazione, inquinamento, distruzione di ogni prospettiva futura e presente per le persone….

Se uno Stato non fa da garante perché il suo popolo possa produrre quello di cui ha bisogno e che la sua popolazione sia tendenzialmente autosufficiente, se uno Stato lascia che il proprio territorio sia depredato, la propria economia distrutta , togliendo ogni garanzia di qualità della vita e di cure, chi garantirà i diritti umani e civili di quella società? Se uno stato si occupa solo di usare la propria forza per garantire ai depredatori del grande capitale lauti guadagni e ricchezze a costo di distruggere la propria Nazione e popolazione, allora vuol dire che lo Stato è morto.

In nome del “libero mercato” i trattati dell’Unione Europea di fatto stanno vietando agli Stati di intervenire nel garantire i diritti contenuti nelle costituzioni dei singoli Stati, i diritti sono tutti subordinati agli interessi dei creditori che detengono il debito. ( tra l’altro credito per cui i creditori non hanno mai dovuto lavorare )

Il “libero mercato” è la scusa ideologica per piegare gli Stati agli interessi di una piccolissima minoranza e piegare gli Stati al loro proprio suicidio con le conseguenze tragiche che già possiamo vedere…

Se volete approfondire il nostro modello di stato coordinatore che supera il modello decadente e fallimentare dell’ordoliberismo,del neoliberismo ed in generale del capitalismo, potete leggere  il libro “Oltre il capitalismo Economia Mista”.

“L’Economia Mista è un sistema poggiato sui pilastri di una democrazia reale e partecipativa, non su una democrazia formale in cui gli pseudo-rappresentanti del popolo non sono altro che soci e complici del potere economico.”

“In una democrazia partecipativa lo Stato non sarà un ente slegato dagli individui, ma diventerà una sorta di Stato Coordinatore, una specie d’intelligenza sociale che veglierà sugli interessi dell’insieme.”

“In un Sistema di Economia Mista lo Stato garantirà l’uguaglianza di opportunità, senza che la capacità economica sia sinonimo di potere sulle persone e senza che il benessere economico sia sinonimo di una sfrenata corsa consumista.”

Oltre il Capitalismo Economia Mista

Oltre il Capitalismo Economia Mista

 

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