Democrazia diretta in parole semplici

sabato, giugno 2, 2012

Il workshop democrazia diretta si terrà a Milano il 9 giugno

Viviamo una vita dove non decidiamo niente. A partire dalla presunta democrazia nella quale viviamo, dove tutto è governato da leaders e formatori di opinione, in realtà c’è sempre qualcuno che prende decisioni sulle nostre teste. I posti di lavoro sono diventati veri e propri lager; dove nulla possiamo più dire né decidere se non lavorare per quattro soldi.

 

I partiti sono diventati la muffa della società, proprio loro che dovrebbero portare avanti il cambiamento. Loro decidono chi deve essere eletto, loro decidono di portare avanti interessi che non sono i nostri, ma che sono quelli di qualcun altro. In particolare, è sempre più evidente la dittatura del mondo finanziario sulla politica e sulle nostre vite. Lo spread impera come l’arrivo dell’anno mille, una delle balle cosmiche più terrificanti. Spesso, politici ed opinion marker, sono gli istrionici rappresentanti di questo nuovo ordine. Leggi di iniziativa popolare buttate nella pattumiera, referendum importanti rottamati in quanto sono stati definiti “un intralcio all’esercizio della democrazia”; queste sono delle vere e proprie perle di questo strafottente modo di fare.

 

Intanto, emergono nuovi movimenti che riescono ad attivare i nostri ragazzi. I giovani iniziano a capire che dovranno essere protagonisti, per ottenere un mondo più giusto. Le parole dolci con le quali vengono attratti al cambiamento sono: web democracy, democrazia reale, movimenti dove ognuno conta per uno e così via. Questo è molto bello, perché c’è un fermento di persone comuni che vogliono decidere del posto dove vivono, il proprio comune e del posto di lavoro. Peccato che dietro queste parole non sempre c’è un vero e proprio sistema democratico compiuto.

 

Democrazia diretta, non significa affidarsi a sondaggi più o meno pilotati, né ad interpretazioni di opinioni comuni. Non significa delegare dei capetti che ascolteranno le persone, per riportare al grande capo del caso, che alla fine deciderà tutto!

La democrazia diretta significa costruire un sistema di referendum e votazioni permanenti, dove la gente prende direttamente le decisioni, senza il filtro del politico di turno.

La democrazia diretta significa poter revocare il mandato in qualunque momento e togliere il rappresentante -o il leader se stiamo parlando di gruppi politici- e sostituirlo con uno che esegue la delega che noi gli diamo con fiducia.

La democrazia diretta significa costruire una piattaforma informatica, moderna e semplice, dove tutti possano avere accesso. Che le votazioni avvengono con codici a vari livelli di sicurezza, con carte magnetiche inserite in un lettore, con parametri biometrici (impronte, iride ecc.), l’importante sarà mantenere un elevato livello di sicurezza.

La democrazia diretta significa anche che i nuovi partiti, i nuovi leaders e politici eletti dovranno da subito applicare questo concetto e lavorare per renderlo attuativo dove non c’è. Senza se e senza ma.

Qua il programma e le info per il 9 giugno, un evento da non perdere.

 

Vincenzo Barbarulli

 

 

 

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