La co-partecipazione dei lavoratori nella gestione delle aziende e le banche senza interessi

In un Sistema di Economia Mista, si smantelleranno la speculazione e l’usura della banca privata, mediante la creazione di una Banca Statale senza interesse che finanzi lo sviluppo e ponga termine al controllo dell’economia da parte dei capitali speculativi che si stanno impadronendo di tutto. Sicuramente la lotta contro la speculazione finanziaria, sarà una delle principali che dovrà portare avanti l’umanità; e questa volta lo stato, i lavoratori e gli imprenditori produttivi saranno uniti, perché tutte sono vittime del mostro della banca.

La co-partecipazione di cui parliamo prende spunto da diverse esperienze fatte negli Stati Uniti, Russia, Giamaica, Cina ed altri Paesi, trattate nel libro “introduzione all’ economia del nuovo umanesimo” pubblicato nel 1997 dal Centro Mondiale di Studi Umanisti, acquistabile dalla multi image il cui ebook è scaricabile liberamente da qui.

Cito una parte di  un nostro post che parla di co-partecipazione dei lavoratori:

Lavoratori e imprenditori, vittime di uno stesso sistema

Fino ad oggi, si è dato quasi per scontato che gli imprenditori sono sono nemici dei lavoratori. Ma soffiano venti nuovi nel sistema economico e molti iniziano a capire la falsità di questo ingiusto sistema:

“Nel Sistema Economico attuale, la concentrazione della ricchezza in poche mani, non solo emargina le popolazioni, nella misura in cui genera disoccupazione e povertà tra i lavoratori, ma demolisce anche gli imprenditori delle piccole e medie imprese, facendoli fallire sottomettendoli alle altalene del mercato gestito dai grandi, e facendoli indebitare a tassi usurai, con gli stessi grandi che gestiscono la Banca. Di conseguenza in questo momento è necessaria l’unione tra lavoratori e imprenditori, per opporsi a questo processo di concentrazione, cercando alternative che consentano loro di sopravvivere, mentre la società nel suo insieme cerca di risolvere la radice delle contraddizioni di questo sistema inumano che distrugge tutto.” (G. Sullings – Economia Mixta)

 

La partecipazione dei lavoratori alla direzione dell’azienda

Chi mette un capitale rischia dei soldi, è vero. È anche vero che in un mercato di prodotti molto complessi, solitamente un lavoratore è altamente specializzato. Quindi, se perde il lavoro ha il rischio di non trovarne uno uguale. In generale, il lavoratore rischia il proprio presente e futuro nell’azienda. Per evitare la chiusura delle aziende e i conseguenti licenziamenti di massa, si potrebbe permettere ai lavoratori la possibilità di partecipare alla direzione dell’azienda. Questa cogestione, eviterebbe che i profitti prendono la strada della speculazione, permettendo il rinvestimento e la diversificazione nell’azienda stessa. Inoltre, si deve permettere ai lavoratori di partecipare agli utili, così da poter divenire anche proprietari dell’azienda stessa. Se i lavoratori sono anche proprietari dell’azienda, quando un robot sostituisce un essere umano nel processo produttivo, bene quel lavoratore può continuare a partecipare agli utili e alla gestione dell’azienda stessa. È perfettamente logico che nella sostanza ci sia sempre meno bisogno di “lavoro”, inteso come attività di sopravvivenza. Siamo in un epoca storica il cui, invece, si può iniziare a ragionare sul sogno di liberare l’uomo dal lavoro. È sicuro, che questo non avverrà dalla sera alla mattina, per certo questo avverrà solamente nella misura in cui si cambiano le regole del gioco. E la partecipazione dei lavoratori alla direzione d’azienda è esattamente una proposta che cambia drasticamente le regole, verso un futuro di emancipazione per tutti.

 

Come troveremo facilmente il nostro posto di lavoro

Anche lo stato deve giocare un ruolo fondamentale, individuando le necessità delle persone per indirizzare le produzioni verso ciò che veramente serve. In questo senso la distanza tra pubblico e privato si assottiglierebbe, trattandosi di interessi convergenti. Siamo arrivati al punto centrale della questione: è evidente che bisogna cambiare le regole. Una democrazia economica deve basarsi sul pilastro della democrazia diretta e partecipata. In una democrazia di questo tipo i lavoratori decidono veramente sulla gestione delle aziende e degli utili di esse.

L’equazione è semplice: democrazia diretta per avere una democrazia economica. Ma approfondiremo questi vasti concetti in successivi post.

Ci stanno abituando alla disoccupazione con la scusa della crisi; oppure ci dicono che se hai lavoro ma non hai lo stipendio, non è un problema. Si vuole legalizzare la schiavitù, proclamandola come un grosso progresso umano. Al solito, sono soltanto bugie dalle gambe corte.

Quindi, la questione non è solamente come trovare un lavoro, come se fosse solo un problema personale. Anche la questione del “mercato del lavoro” è semplicemente ridicola, le persone non sono merci da usare a proprio piacimento. Quel che conta adesso è trovare un nuovo modello economico che metta i diritti fondamentali dell’uomo al centro di tutto.

Nella Costituzione Italiana l’articolo 45 promuove e favorisce la cooperazione, l’articolo 46 riconosce il diritto dei lavoratori di collaborare alla gestione delle aziende.

Servono leggi che implementino la co-partecipazione dei lavoratori, serve una società civile che faccia applicare le leggi che già esistono

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