Mr Monti, un Pinocchio che volle fare il burattino serio

lunedì, febbraio 6, 2012

Dopo aver analizzato la discutibile origine tecnica del primo ministro, continuiamo a parlare delle sue dichiarazioni, tanto per svagarci un attimo. Sarà lo stesso divertimento che potevano provare gli antichi romani quando andavano a vedere gli spettacoli del Colosseo. Crudele e selvaggio, ma che ti lascia senza fiato per capirne la stupida concezione violenta.

Chissà, senza essere prevenuti, ascoltiamo con vivo interesse ciò che Mr. Monti dice nelle sue numerossime apparizioni in ogni dove, riflettendoci sopra.

Caro Mr. Monti, ci permettiamo di parlarle francamente come se fossimo persone alla pari, facendo finta che lei sia un politico che è stato eletto. Ma la realtà è che lei non è un politico e nessuno l’ha eletto. Ed ha tutti i mezzi di informazione pronti a dargli ragione qualunque cosa dica o faccia. Il tutto è già stato spiegato con una analisi del suo curriculum, perchè è chiaro che ci sono dei poteri forti dietro a lei. Ci chiediamo quali interessi lei rappresenti, visto che non sembra fare quelli dei cittadini. Ma lei, racconta un sacco di bugie, favole senza nessun fondamento. Il suo unico argomento, noioso e ripetuto all’infinito è che se accettiamo peggioramenti oggi, domani ci sarà un futuro radioso per tutti. Ma è una bugia grossa come una casa e lei lo sa benissimo. Ragioniamo sui suoi interventi.

Ogni tanto lei da dei segnali che lasciamo bene sperare, ad esempio «ciò che sembra sgradevole può darsi che lo sia, ma che l’intenzione è riequilibrare le cose e far ripartire la macchina della produzione» (corriere della sera, 5 febbraio).

Ottimo, diciamo che questa è una discreta balla! Il sospetto che sia qualche fregatura effettivamente c’è, ma siamo lontani dalle balle alle quali ci ha abituato. Siamo sicuri che può fare di meglio, quando uno sta sparando è sempre meglio sparare al massimo, ci creda! Del resto non ci spiega mai, come vuole creare nuovi posti di lavoro, con stipendi adeguati al costo della vita.

Per esempio, lei dice che «i giovani si devono abituare abituare a cambiare» (corriere della sera, 4 febbraio). Questa è una “mezza” balla, può comunque fare di meglio, si impegni!

Ma allora ci spieghi, se lavoro non c’è, com’è che possano cambiare lavoro i giovani. Ma sopratutto, senza alcun diritto, il lavoro si trasformerà in schiavitù legalizzata. I lavoratori sono, secondo lei come “macchine” per produrre, sottopagati e senza alcun diritto; in pratica oggetti. Quando non serviranno più, semplicemente si butteranno via, licenziandoli appunto. Un grande progresso, davvero.

Lei dice che i giovani «si devono abituare ad andare in altri paesi», su questo è un po’ più sincero, lo dobbiamo riconoscere. È la disarmante semplicità che lascia senza parole; perché è una ammissione completa di mancanza di proposte su come creare nuovi posti di lavoro. È come se un padre dicesse ai suoi figli di suonare ai vicini per mangiare perché da mangiare in casa non c’è né, ne lui farà niente per procurarlo! È come se lei dicesse «il lavoro sono cavoli vostri, tanto qua non ce né, vedete voi come arrangiarvi»; almeno se parlasse così apertamente, eviterebbe la fatica, di perdere tempo a chiedere scusa sul corsera. Infatti…

Al contrario di quanto «capitava alla mia generazione o a quelle precedenti, i giovani non avranno un posto stabile presso un unico datore di lavoro o con la stessa sede per tutta la vita o quasi. Dovranno abituarsi a studiare all’estero e a cambiare spesso luogo e tipo di lavoro e anche Paese» (corriere della sera, 4 febbraio). Ma lei è cosciente che dopo la Romania, il secondo paese europeo con più emigrazione è proprio l’Italia? I giovani stanno già scappando, perché di fatto non hanno alternative. Studi una vita per essere disoccupato, oppure ti salvi andando all’estero. Se a questo punto ci vuole anche mettere sopra una legge, prego faccia pure. Un’altra grande proposta di questo governo, degna di un tapiro di platino cromato in oro.

Lei dice che «l’articolo 18 in una discussione seria e civile non è un tabù», allora ci devi spiegare perché in n una discussione seria e civile non si dovrebbe parlare di statalizzare le banche; con tutti i soldi a fondo perso che hanno preso dagli stati. O perché non creare istituti bancari che lavorano senza interessi per dare ossigeno all’economia. Meglio, ci spieghi come pensa di far avere credito agli imprenditori che vogliono creare nuovi posti di lavoro. Citiamo adesso un’altra sua perla.

Lei dice che «l’articolo 18 impedisce investimenti stranieri»(corriere della sera, 5 febbraio); questa è una grande grande bugia. Quindi, la formula magica è che dando libertà di licenziare, si creano posti di lavoro. Che strano, se uno ci pensa, direbbe il contrario. Lei ovviamente, si guarda bene dal dire che saranno posti di lavoro come quelli delle fabbriche cinesi: sfruttati e sottopagati. Quindi non posti di lavoro, ma posti di schiavitù, camuffati da posti di lavoro.

Lei dice che L’Italia è «sulla buona strada» (corriere della sera 5 febbraio). Diciamolo: qua lei ha dato il meglio di se stesso. Questa è la madre di tutte le balle: sta preparando un disastro sociale senza precedenti dal dopoguerra e nel frattempo, lei ci dice che siamo sulla buona strada. Forse con la parola strada, si riferiva alla nuova fioritura dell’industria automobilistica, che con i suoi nuovi contratti FIAT darà la piena occupazione. Infatti, lei si dimentica sempre di spiegare da dove arriveranno i nuovi posti di lavoro e come si manterranno i vecchi che spariscono ogni giorno.

Poi lei dice, pieno di sé, «ma in un modo che almeno dia la ragionevole promessa di un futuro roseo». (corriere della sera 5 febbraio)

Ma dove non sappiamo… certo, forse nel Favoloso mondo di Oz, ma qua sul pianeta terra no!

Mr Monti, non sappiamo dove lei vive, forse sulla luna. Le sue proposte sono non solo prive di alcun fondamento, sono favole staccate dalla realtà. Anzi, peggio sono bugie deliberate, menzogne ad arte per rendere accettabile il non-accettabile. La ringraziamo per aver oltrepassato ogni demagogia, superandola di fatto con un nuovo livello di pragmatismo, che si può definire non demagogia, ma “dementologia”. Faccia una cosa, dato che ci dice che dobbiamo iniziare ad abituarci a cambiare, ci dia lei l’esempio: Mr Monti, si dia all’ippica!!

Le diciamo noi delle proposte serie per risollevare la situazione. Ma a poco serve, perché lei è un Pinocchio con naso lungo che rappresenta la cricca delle banche e dei finanzieri

Allora, ci rivolgiamo alle persone comuni, che lei dovrebbe rappresentare e che lei prende in giro.

Brevemente la lista di quello che proponiamo:

-la democrazia reale attraverso delle apposite leggi, spigata QUI.

– nuovi accordi tra gli Stati membri dell’unione Europea affinché il Parlamento Europeo abbia l’autorità di emissione diretta della moneta (quindi senza chiedere prestiti ad alcuno)

-nel caso gli accordi non si realizzassero l’Italia riprenderà ad emettere la propria moneta senza indebitarsi verso la banca privata BCE

– utilizzo degli spazi televisivi per consentire la democrazia diretta

-istituzione della banca statale senza interessi

-tobin tax

-ulteriori tassazioni sulle transazioni a carattere finanziario

-controllo dello stato sulle attività finanziare a carattere privato

-forti tasse sui patrimoni

-coopartecipazione dei lavoratori alla direzione dell’azienda

 

Non ci sarà più progresso se non sarà per tutti.

Vincenzo Barbarulli

 

 

 

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