Abbiamo eletto la BCE, avanti quindi con le riforme.

mercoledì, ottobre 5, 2011

Trichet si è finalmente degnato di commentare la lettera privata, scritta al governo Italiano ad agosto. L’oggetto, per la cronaca è praticamente segreto: comunque possiamo dormire sogni tranquilli perché i protagonisti della vicenda certificano solo azioni per il bene collettivo. Come è stata l’ultima manovra bis voluta dalla BCE, che attacca selvaggiamente i diritti fondamentali delle persone. Vedi articolo 8, che propone “solo” una scorciatoia ai licenziamenti senza giusta causa, alla faccia dello statuto dei lavoratori. Quindi c’è da fidarsi, basta guardare come stanno adoperandosi per migliorare le nostre vite.


Ma questo è solo l’antipasto, perché c’è tanta bella carne al fuoco, grandi opere da realizzare, guerre di pace da portare avanti, tagli selvaggi e, dolcis in fondum, una strizzatina d’occhio agli aiuti ai vari industriali e ricchi italiani. Perché no… se 20 famiglie italiane posseggono la metà della ricchezza nazionale? Sono in difficoltà e vanno aiutati, sopratutto scaricando sulla collettività i vari errori da loro commessi. Ma gli affari sono affari, il mercato non si interessa dei diritti delle persone, il mercato si autoregola e si vede. Infatti, nel 2009 abbiamo appena salvato le banche che fallivano con i nostri soldi. In sintesi: comunismo per i grandi gruppi economici e gli industriali, liberismo capitalista per il singolo cittadino. Un rapporto di tutto vantaggio, non c’è che dire.

Normalmente una persona un po’ sana di mente si dovrebbe anche chiedere perché sia una banca europea, la BCE, a dettare l’agenda dei vari governi. Ma fa niente, ormai il parlamento è costituito più che altro da nuovi partiti che rappresentano il vero cambiamento. Sigle democratiche e progressiste, come l’FMI che per la verità si posiziona più verso centro destra, JPM(organ) un nuovo partito centrocratico oppure la Banca Mondiale, che già vanta un curriculum di tutto rispetto per il miglioramento globale del livello dei diritti nei paesi dove opera. Facciamoci quindi tutti un bel giro nei paesi dell’Africa, dove questi signori hanno avuto le mani più libere, per capire il radioso futuro che ci stanno costruendo. In un mondo dove ci sarebbe bisogno solo di distribuire la ricchezza, questi signori stanno facendo esattamente il contrario, concentrando tutto nelle mani di pochi e sempre meno.

Siamo in mano di affaristi senza scrupoli mentre le varie sigle misteriose come FMI, BCE, WTO che sentiamo lanciare i dictatum quotidiani verso il governo, sono sono degli impiegati di primo livello di questi signori. Poi ci sono gli impiegati di secondo livello che applicano scrupolosamente, quanto deciso dall’alto. Questi impiegati di secondo livello sono i politici, in Italia per esempio, abbiamo una bella collezione di impiegati, dei burattini che nascondono quotidianamente il fatto che loro non decidono più niente. Dovrebbero dimettersi tutti immediatamente e denunciare il tentativo di golpe della finanza sugli stati sovrani. Non lo fanno perché sono solo dei mercenari asserviti, dei falsi che cercano solo privilegi personali.

Noi vogliamo solo politici che ci rendono conto del loro operato, che si facciano carico della responsabilità dei diritti fondamentali, dei diritti umani. Si dovrebbe iniziare a fare dei controlli periodici dell’operato di un tale politico, poi sottoporlo ad una nuova votazione per una possibile rimozione. E semplice: chi non rispetta le promesse se ne deve andare a casa. I politici dovrebbero iniziare a considerare che devono rendere conto agli elettori, non alle banche o alle agenzie di rating.
Non vogliamo dei pagliacci in parlamento, che sono solo dei burattini in mano all’ FMI, la BCE, la JP Morgan, Standard & Poor’s… ma non li abbiamo eletti questi qua. Ma sopratutto, sono degli squali ai quali non interessa minimamente il destino delle nazioni, noi eleggiamo politici non dei finanzieri!

Questi eletti da noi, invece, devono iniziare a renderci conto di quello che fanno, servono urgentemente delle leggi di responsabilità politica che obblighino l’eletto a rendere conto del proprio operato. È la gente che deve decidere attraverso dei rappresentanti, quindi questi rappresentati devono essere sostituibili in qualsiasi momento nel caso fossero inadempienti.

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